26 dic 2012

The Manges/The Apers - 2012 - The Manges Play the Apers, The Apers Play The Manges



Per promuovere il recente tour che ha visto The Apers e The Manges "conquistare" il Giappone, il meglio del meglio del punk-rock europeo, consolida l'unione con uno split in edizione limitata curato dalla label nipponica DUMB Records, organizzatrice anche del tour.
Sfruttando quindi i saldi natalizi (scemo chi non l'ha fatto!) della Monster Zero, parte quindi un super-ordine comprendente questo bel 7'', vera e propria chicca per collezionisti.
La grafica è stata curata da Mass Mosrite, bassista dei Manges; mentre il mostriciattolo in copertina è l'ennesima figata di Riccardo Bucchioni
L'idea alla base dello split, (intuibile dal titolo) è abbastanza semplice:  le band si tributano reciprocamente completando poi il proprio lato con una cover dei Ramones.
La scelta dei The Apers cade quindi su Another Day, pezzo estratto da Go Down e Tomorrow She Goes Away da Mondo Bizzarro.
Invece i The Manges optano per It's All Over You Know di Reanimate My Heart, e Go Mental tratto da Road To Ruin.
C'è poco da dire, è un dischetto ben riuscito ed entrambe le band svolgono il proprio lavoro in maniera senza dubbio egregia: si può discutere al massimo sulla scelta dei pezzi.  Sotto questo punto di vista forse pendo un po' di più per il lato dei The Apers partendo dal presupposto che ho apprezzato tantissimo le scelte di entrambe le band, decisamente di classe e nient'affatto banali.
Il disco è andato in pochissimo tempo in SOLD-OUT, quindi se non l'avete preso oramai siete praticamente fottuti. Tuttavia, per i peccatori, esiste ancora una piccola possibilità: è apparso uno speranzoso COMING SOON nello Striped Punk Rock Shop dei Manges, tenete quindi gli occhi aperti perchè con uno po' di fortuna potrete beccare qualche copia avanzata dal tour asiatico o più probabilmente una nuova stampa versione europea.


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TRACKLIST:
THE APERS Side
1. Another Day (The Manges)
2. Tomorrow She Goes Away (The Ramones)
THE MANGES Side
1. It's All Over You Know (The Apers)
2. Go Mental (The Ramones)

BANDS:
THE APERS:
Kevin Aper - Vocals, Bass
Ivo Backbreaker - Drums
Max Power - Guitar
Mikey Bat Bite - Guitar 

THE MANGES:
Mass: bass
Manuel: drums
Mayo: guitar
Andrea: guitar, vocals 



11 dic 2012

Teenage Bubblegums + Teenage Gluesniffers + Topper Harleys - 09.11.2012 - Live @ Arci Lo-Fi (MI)


Domenica sera. Freddo bestiale e tanta noia. Cosa c'è di meglio di un bel concerto dopo una abbuffata colossale alla fiera dell'artigianato?
Come nei migliori dei sogni, l'inizio del concerto è previsto tassativamente per le 21 in punto, solo che oltre a dimenticare la macchina fotografica (quindi niente foto della serata) arrivo clamorosamente in ritardo perdendomi il primo gruppo, i Topper Harleys.
Onestamente non li ho mai visti dal vivo e mi sarebbe piaciuto arrivare in tempo; SNAFU parla anche di un bel disco d'esordio, facendo aumentare quindi il mio rammarico.
Chiedo quindi a uno dei presenti di farmi un resoconto di quanto mi sono perso e mi scrive:

" Posso dirti che avevano dei suoni ottimi e che hanno fatto una buona prestazione. Canzoni cantate un po' da Manuel (voce monocorde, ma molto adatta al punkrock) e un po' da Andre (voce a tratti troppo "epica", ma non dissimile da quella di Luca Crummy Stuff). Ho riconosciuto una cover dei Chixdiggit, ma forse ne hanno fatte altre "

Mi fido ciecamente, mi rode il culo ancora di più.
Arrivo giusto in tempo per l'inizio dei Teenage Gluesniffers.
A differenza degli altri concerti al LO-FI, questa volta si suona nella saletta d'ingresso/bar.
Ed è la seconda scelta azzeccatissima da parte del buon Giacomo Sensible! Il pubblico non è numeroso, ma si riesce comunque a creare una buona atmosfera per i soliti pochi intimi, nonostante la funerea presenza di qualche becchino vagante per il locale.
Contro ogni aspettativa, anche l'acustica è incredibilmente buona, ci sono quindi tutti i presupposti per divertirsi, faccio in tempo a scegliere il mio angolino che i ragazzi aprono le danze.
I Teenage Gluesniffers, mi sono piaciuti di più rispetto le ultime volte. Senza fronzoli e senza perdite di tempo, hanno fatto il loro onesto show di una mezz'oretta circa, suonando quasi tutti i pezzi del mini-album uscito recentemente Chinese Demography (consiglio di ascoltarlo e di comprare la cassettina totalmente DIY, viva gli anni '90!), più altri della restante discografia.
Cambio veloce di palco, giusto il tempo di una rapida birretta, ed è il turno dei Teenage Bubblegums.
Terza tappa di un mini-tour che si concluderà la prossima settimana al Monster Zero Mash, i 3 giovani forlivesi hanno fatto uno show praticamente senza pause, diviso in 3 grandi "blocchi".
Hanno spaziato su tutta la discografia e in particolare sul nuovo album, a memoria ricordo 3 A.M, Cotton Candy, Night At The Movies, Come Back Home, che tra l'altro sono le mie preferite. Il soldato Ame Bumpkin mi fa notare anche una cover dei Beatles, ma onestamente non l'avevo riconosciuta.
Creando uno storico e piacevole precedente alle 23:10, il concerto è già terminato.
Bella prova anche per loro, non li vedevo da quando furono in tour la scorsa primavera con i 20 Belows: li ho trovati decisamente migliorati e in ottima forma.
Altra birretta, si scambia ancora qualche chiacchiera con i pochi presenti rimasti e dopo aver acquistato il disco dei TB (presto ne parleremo!) felice e contento rientro a casa.
Bravi tutti e viva i concerti che iniziano alle 21!


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04 dic 2012

The Peawees - 2011 - Leave It Behind



Dopo oltre un'anno dalla pubblicazione, finalmente ho l'occasione di parlare di questo disco che comprai praticamente al release party ma che per svariati motivi, non sono mai riuscito ad ascoltare, se non distrattamente in streaming.
Mi capitò di vederli dal vivo aprendo un memorabile concerto dei Bad Religion mostrando i primi segnali di cambiamento, ulteriori indizi erano presenti nella compilation 50 della Stardumb Records ,divenuti, infine, prove schiaccianti con Leave It Behind.
La grafica del disco è ben curata, in copertina ritroviamo un'opera, To Beauty del dadaista Otto Dix c'è anche il foglietto con i testi (a dire il vero non ce ne sarebbe nemmeno bisogno perchè la pronuncia di Hervé è davvero chiara) rendendo il vinilozzo davvero appetibile anche graficamente.
Premetto che le prime sensazioni furono tutt'altro che piacevoli: quel che ho sempre apprezzato degli spezzini è sempre stato il loro lato più "selvaggio e zozzo" presente in Dead End City o Walking The Walk e abituarsi a questa nuovo sound non è stato affatto semplice.
Di questo disco, se ne è parlato molto: E' un gran disco - Non mi piace - Si sono evoluti - Non sono più quelli di una volta  ecc. Avrò letto mille recensioni e sentito altrettanti pareri, tutti discordanti.
Ma quindi com' è per me questo disco?
E' un po' come quando da ragazzino prendevo le prime sbronze con il whisky più schifoso del supermercato e poi a mano a mano che sono cresciuto e ho iniziato ad avere qualche soldo in tasca ho preferito sorseggiare un bel Jameson.
Per dirla alla Paolo Ziliani, raffinato.
Al primo ascolto mi chiesi, come credo un pò tutti, dove fossero finite le chitarre distorte, marchio di fabbrica della band. Beh, quel sound è ormai archiviato,  ripulite le chitarre la virata è verso un sound rock and roll con forti influenze r&b/soul arricchito da cori femminili e fiati: il filo conduttore che lega il passato al presente dei Peawees resta la splendida voce di Hervè, calda e intensa come non mai.
E' un disco senza dubbio di cambiamento e contemporaneamente può essere visto come una sorta di tributo verso mostri sacri come Elvis, Otis Redding, Jerry Lee Lewis, Buddy Holly ecc ecc.
Il livello compositivo è davvero elevato e pezzi come Memories are gone,  Good Boy Mama, Leave It Behind, ne sono la più evidente dimostrazione.
Chiude il disco la ballad Count me out, autentica chicca del disco e senza dubbio la mia preferita.
In conclusione, consiglio Leave It Behind ai punk-rockers mentalmente elastici, tutti gli altri statene alla larga, correreste il rischio di non capire un grande album.

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TRACKLIST:

01 - Food For My Soul
02 - Gonna Tell
03 - Memories Are Gone
04 - Don't Knock At My Door
05 - Diggin' The Sound
06 - Good Boy Mama
07 - Danger
08 - Need A Reason
09 - Leave It Behind
10 - The Place
11 - Count Me Out

LINE-UP:

08 nov 2012

Devil Dogs - 03.11.2012 - Live @ El Sol (Madrid)

Insieme con mezzo New Jersey e lo stato di New York, l'uragano Sandy è stato capace di spazzare via anche i miei sogni di visitare la città natale dei Fast Four. Il piano B sulla carta era senza dubbio meno attrattivo, ma tutto sommato rifare un bel giretto per il centro-nord della Spagna non mi è dispiaciuto affatto.
E così, tra una passeggiata e l'altra lungo la Gran Via di Madrid mi è capitato di scorgere uno "strano" manifesto: DEVIL DOGS - g Live @ El Sol.
Ho subito pensato a un gruppo qualsiasi spagnolo che suonava nel classico pubbetto universitario e dico: "Sai, uno dei miei gruppi preferiti si chiama così, peccato che non suonino più, li adoro".
Incuriosita dal fatto che il "gruppetto" in questione suonasse in uno dei club più importanti di Madrid, verifica al volo su internet e mi comunica che è un gruppo newyorkese che si è riunito di recente in formazione originale, meno il cantante: a quanto pare gli screzi tra Steve B. e Andy G. sono rimasti insanabili.
La formazione è quindi composta da: Steve Baise al basso/voce, Mike Mariconda (storico produttore del garage-punk) alla chitarra/cori e Joe Vincent alle pelli/cori.
Come un idiota, mi si stampa un sorriso sul volto e modificato l'itinerario di viaggio pianifichiamo un rientro anticipato a Madrid per poter assistere al concerto.
Superato lo shock per i 23 € del prezzo d'ingresso, entriamo nel club verso le 23:00: il locale è inspiegabilmente semi-vuoto, ma non appena il terzetto sale sul palco spuntano come le blatte i rockers iberici: la sala conta circa 100/120 presenze tra giovanotti e vecchie leve, probabilmente il prezzo decisamente elevato, soprattutto per gli standard spagnoli in questo periodo di forte crisi, ha frenato i meno entusiasti di questo tour/reunion.
L'inizio è subito una bomba: Stuck in 3rd Gear, Go On Girl, Don't Do It, Dance With You.
Sinceramente per qualche secondo mi è passato per la mente di poter assistere a un concerto tipo ultimi-Misfits ma per fortuna mi sono sbagliato; ok che sostituire Andy G, soprattutto alla voce, non è facilissimo ma Crazy Steve fa il suo dovere egregiamente.
Tra l'altro credo sia uno dei migliori bassisti-cantanti che abbia visto dal vivo: preciso, pulitissimo e molto tecnico.
Spaziando per tutta la discografia del gruppoi newyorkesi eseguono quasi tutte le hits e tra una chicca e l'altra eseguono Baby I'm A King, I Don't Believe You, Once Around The Block, Pussywhipped, 6th Ave Local, Chinatown.
A metà concerto, hanno eseguito un presunto inedito, una semi-ballad intitolata Can't Say No: a quanto pare qualcosa bolle in pentola, magari spunterà un nuovo 7''?
Dopo un'oretta di concerto con pochissime pause intervallate da qualche battuta di Steve e Joe c'è la prima pausa.
Dopo circa due minuti con il pubblico che inizia a richiamare i beniamini, i Devil Dogs si ripresentano sul palco ed eseguono altre 3 canzoni tra cui Long Gone a grandissima velocità.
Salutano e vanno nel backstage, mi fiondo quindi sul palco, e anticipando alla Materazzi uno spagnolo ubriaco marcio mi intasco - meritatamente per lo scatto - la setlist.
Ma quando tutto sembra finito dopo 5 minuti, inaspettatamente risalgono ancora sul palco.
Dopo qualche minuto passato per far funzionare l'amplificatore del basso apparentemente morto, i DD riprendono a suonare tre pezzi fuori scaletta, inclusa la cover di Burnin Love di Elvis.
Ho chiesto insistentemente anche la cover di Backstage, ma non sono stato preso in considerazione. Peccato.
Avrei voluto sentire anche So Young, ma va benissimo così, alla fine è stato una graditissima sorpresa potere vedere dal vivo una delle mie band preferite e mi ritengo ipersoddisfatto.
Unico neo della serata il banchetto: non c'era nemmeno un disco dei Devil Dogs, c'era qualche cd dei Los Chicos ( uno dei gruppi di Mariconda), ma niente che potesse interessarmi realmente.
Acquisto quindi la maglietta del tour, stacco un flyer della serata e mi dirigo verso l'uscita ampiamente soddisfatto.
Spero di rivederli presto da queste parti, magari se uscirà nuovo materiale ci sarà la possibilità di un nuovo tour che tocchi anche il Belpaese, nel frattempo incrociamo le dita ed esultiamo per il ritorno sui palchi della migliore garage-punk band di tutti i tempi!









PS: sul mio canale youtube, sto caricando qualche video della serata. Nel frattempo beccatevi questo:


27 ott 2012

The Ponches - 2012 - The Long Goodbye



In occasione del centesimo concerto dei Tough del 21 Settembre, obbligatoriamente ci si è organizzati con una bella macchinata direzione Piacenza vista l'occasione proprio ghiotta: si festeggiano i Tough, ma suonano anche i Ponches.
Ho ascoltato qualche pezzo su youtube e letto diverse recensioni fidate con verdetto pressocchè unanime sia per lo split con Johnny Terrien and the Bad Lieutenants (ne parlerò più avanti) che per "The Long Goodbye": ci sono quindi tutti i presupposti per fare spesa al banchetto dei Ponches.

Mettici pure che si parla un gran bene di questi ragazzi e la curiosità raggiunge livelli stellari, mea culpa non averli mai visti dal vivo prima perchè oltre a suonare veramente bene, hanno dei pezzi strepitosi e questo bel CD ne è proprio la prova!
La grafica del cd - realizzata da Tony Kelvin, bassista della band - è semplice ma ben curata nei dettagli e oltre a una simpatica personalizzazione del logo della Monster Zero versione astronauta, c'è tutto quello che ci deve essere in un libretto: testi (Dee Dee benedica ogni band che li mette!), crediti, ringraziamenti, e anche una foto del gruppo.

I 4 torinesi, sotto l'ala prottetrice di Andrea Manges (ospite in due canzoni), sparano 12 pezzi in 20 minuti  davvero eccellenti: il sound della band è palesemente influenzato dai Manges, una delle mie band preferite in assoluto ma, attenzione, qui non stiamo parlando di un banale scimmiottamento; assimilata la lezione spezzina i ragazzi esprimono la propria creatività sviluppando un proprio sound con risultati davvero notevoli. Permettetemi il termine, ecco a voi il primo caso perfettamente riuscito di mangescore!
I brani, tutti decisamente veloci, si susseguono con ritornelli super-catchy e "poppettosi" e dopo 2-3 ascolti non mi è affatto venuto difficile canticchiare qualche canzone come "Easy Come Easy Go", "Star Wars Inside Me" (la sola citazione di Star Wars mi fa perdere obiettività), "It's all up to you" e "Korean Ship On The Horizon" che a mio avviso sono tra i pezzi migliori.
Curiosa e ben riuscita anche la cover You Ain't Seen Nothing Yet  : dimezzata la durata e forgiata su una struttura essenziale (quel balbettìo è troppo fico!) il pezzo ha assunto la caratteristiche di un vero e proprio brano punk-rock; per come la vedo io, se è necessario mettere una cover in un album, molto meglio una interpretazione come hanno fatto loro, anziché il solito brano dei Ramones che tanto sarà sempre imparagonabile con l'originale.
E chi se ne frega se la pronuncia a volte non è impeccabile, questo è un disco che bisogna a tutti i costi avere, c'è poco da aggiungere.
Accattativillo che difficilmente resterete delusi!

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TRACKLIST
01 - The 13th Round
02 - Easy Come Easy Go (feat. Andrea Manges)
03 - Casablanca Cafè
04 - It's All Up To You
05 - Ferriera Beach
06 - Korean Ships On The Horizon (feat. Andrea Manges)
07 - Star Wars Inside Me
08 - You Ain't Seen Nothing Yet (Bachman–Turner Overdrive)
09 - The Girl On The Telephone
10 - Not Fine
11 - Sleeping
12 - The Long Goodbye


LINE-UP

Zack: voce, chitarra
Bolzo: chitarra
Tony: basso
Larry: voce, batteria


CONTATTI: 
Facebook  - Sito WebE-mail


LABEL : Monster Zero Records
Facebook - Sito Web - E-mail

22 ott 2012

Hard-Ons + Tough + Teenage Gluesniffers - 19.10.2012 - Live @ Arci Lo-Fi (MI)


Con qualche giorno di ritardo, mi appresto a scrivere un breve report sul recente passaggio a Milano degli australiani Hard-Ons. Definire cosa fanno è sempre stato un problema: punk-rock? pop-punk?hardcore?metal? ma chi se ne fotte!  Spaccano i culi ed ero proprio curioso di vederli.
Non sono la mia band preferita e non li conosco bene, ma il salto era d'obbligo soprattutto perché il posto è a due passi da casa mia. La location è l' Arci  Lo-Fi, che negli ultimi anni si sta rivelando uno dei posti più interessanti per le ottime serate che sta organizzando.
Mi avvio quindi al concerto, inizio previsto per le 22:30 circa, come al mio solito arrivo un po' in ritardo e preso da una chiacchierata fuori con qualche amico su quella che potrà essere la scaletta degli Hard-Ons, mi perdo l'inizio dei Teenage Gluesniffers.
Recentemente è uscito il loro nuovo album, Chinese Demography, che potete ascoltare qui.
Dentro il locale c'è già parecchia gente ma la maggior parte è interessata ai vari banchetti di dischi o a sorseggiare qualche birra, io mi posiziono davanti e seguo con interesse i pezzi. I ragazzi si divertono e anche io ascolto con piacere il concerto. Passata una mezz'oretta scarsa, tra una dedica e l'altra e l'esecuzione dei pezzi del nuovo album, scendono dal palco ed è il turno dei Tough, che non hanno bisogno certo di presentazioni, essendo una delle realtà più interessanti del Belpaese.
Li ho visti diverse volte e in diverse circostanze, ma secondo me, questa volta hanno proprio spaccato! Anche loro hanno suonato circa una mezz'oretta e, come i Ramones ordinano eseguono uno dopo l'altro i pezzi secondo me più belli della loro discografia come Daddy Beats Me, Ramones On My Stereo, Radio Pop, Blood And Candies, Beer Motherfucker,Wasted ecc ecc, c'è spazio anche per i pezzi dello split con gli Invalids, Claire degli Stinking Polecats, e il giusto tributo ai Ramones (l'esecuzione di Crummy Stuff è ormai un "classico" della band). Il pubblico sempre più numeroso gradisce l'esibizione: si canta, e gli indici alzati sono davvero tantissimi.
Sarà stata la scaletta tirata o il feeling che cresce sempre di più tra i ragazzi, ma questa è stata la volta che mi sono piaciuti di più in assoluto. Promossi a pienissimi voti!
Presto, entreranno in studio per la registrazione del nuovo album, a questo punto non ci resta che aspettare.
Scaldato, il pubblico adesso numerosissimo, è il momento degli Hard-Ons. Il pubblico attende, soprattutto nelle prime file, l'inizio del concerto.
Ci sono tantissime facce nuove e qualche "anzianotto" tornato giovane per l'occasione: tutto ciò conferma che molta gente si muove oramai solo quando ci sono i "nomi grossi".
Salgono sul palco e iniziano a bomba, eseguono pezzi velocissimi al limite del trash-metal:  assoli kilometrici, growl a go-go, basso super pompato e batteria che pesta di brutto. Mi sembra di vivere un'incubo e la conferma avviene quando vedo nelle prime file qualcuno che, anziché alzare l'indice al cielo, esegue il gesto delle corna. Brrr, brividi di freddo! Sono nel posto sbagliato!
Dietro di me qualcuno dice: "C'è poco da fare, il lato pop l'hanno abbandonato, oramai fanno questo!".
Come non dargli ragione! Verso, metà concerto alleggeriscono i toni e spunta qualche pezzo più pop, come Sit Beside You: inizia quindi a stamparsi sul mio viso un sorriso ebete di purissimo gradimento.
Gli Hard-Ons, tentano di interagire con il pubblico, ma ben pochi capiscono le battute (Blackie che dà del cinese a Ray) e tra una metallata e l'altra spuntano i classici della band come Suck And Swallow o Think About You Every Day. Siparietto divertente a metà concerto: il pubblico chiede insistentemente Girl in the sweater, loro rispondono "Si, eccola, la facciamo adesso", in realtà eseguono una metallata terrificante.
Verso fine concerto, quando l'ago della bilancia pende inesorabilmente verso il disappunto, gli Hard-Ons eseguono i pezzi che volevo sentire davvero come "Where Did She Come From?" e "Girl in the sweater", equilibrando alla grande le metallate che ho faticato a digerire.
Finito il concerto tutto sommato soddisfatto, saluto rapidamente qualche amico e scappo di corsa a casa, visto il volo che mi attende da lì a poco. Con infinito disappunto sono costretto a  saltare il rito del banchetto che si prospettava davvero interessante, spero ci sarà presto occassione per rifarsi.


PS: piccolo OFF-TOPIC, voglio esprimere la mia massima solidarietà al LO-FI, ad Hard-Staff e Vampata per quanto è successo al concerto dei MAD SIN.
Non esistono scuse e motivazioni valide per un gesto così ridicolo e irrispettoso verso i fan e gli organizzatori da parte di un gruppo che dovrebbe essere formato da professionisti.
Scendete dal piedistallo, per favore, manco foste i Beatles!

17 ott 2012

Dee Dee Ramone - 2000 - Greatest & Latest


Ok. Come si può iniziare una recensione con l'obiettivo dell'imparzialità quando in realtà si parlerà del proprio musicista preferito in assoluto?
A dire il vero, i greatest hits, li ho sempre considerati un pò inutili; possono servire come mezzo per farsi una conoscenza-lampo di una band ma per il resto sono commercialate per spillare soldini.
Ma alla fine stiamo parlando di Sua Maestà, quindi l'obiettività e i preconcetti possono andare a farsi fottere tranquillamente: Dee Dee è sempre Dee Dee, tutto il resto non conta, quindi carico  il disco sul carello virtuale e acquisto.
Attendo con ansia l'arrivo del pacchettino da Amazon (prezzo ridicolo!) e inizia la fase maniacale pre-ascolto: SFOGLIARE IL LIBRETTO! In realtà c'è poco da sfogliare: ci sono solo tre pagine!
Ok, la Eagle Records si definisce una label indipendente (WTF!), ma CAZZO! Si tratta di una raccolta, volete spendere qualche soldino in più, mettere qualche foto in più e far scrivere una dedica, un pensiero, due cazzate a Dee Dee per tutti i fan? Sfogo a parte, interessante è senza dubbio la line-up: Dee Dee oltre che alla voce, si dedica alla chitarra; la moglie Barbara Zampini (se sei sposata con un Ramone non vuol dire che puoi chiamarti anche tu Ramone!) al basso e alla voce ( non mi fa impazzire ); Chris Spedding alla chitarra, produttore e co-autore del mixaggio con Josh Achziger; chiude la formazione Chase Manhattan alla batteria.
Sul disco c'è poco da dire: ci sono praticamente i pezzi più popolari dei Ramones, 3 cover, la re-incisione di Fix Yourself Up (già presente in Zonked!)  più un solo inedito, Sidewalk Surfin' che nella versione del disco che ho acquistato è presente anche in strumentale.
Trovo strepitosa Motorbiking, canzone che portò al "successo" anni prima lo stesso Spedding: mettetevi il chiodo, occhialazzi da sole super tamarri, salite su un Harley Davidson e partite a razzo lungo la polverosa Route 66 (in realtà sei sulla Paullese, scemo.): Dee Dee vi farà compagnia alla grande!
E' un disco che ascolto sempre con piacere: non aggiunge, certo, niente di nuovo alla strepitosa carriera di quel genio di Douglas Colvin, ma se anche voi avete un brivido solo a sentirgli dire one-two-three-four, sentrirete l'obbligo morale di acquistarlo e porlo magari di lato ai dischi solisti del fratellino Joey (spero di acquistare ...Ya Know quanto prima).
Consigliato ai feticisti.


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TRACKLIST
    01 - Blitzkrieg Bop
    02 - Time Bomb
    03 - Sheena Is a Punk Rocker
    04 - Motorbikin` (Chris Spedding)
    05 - I Wanna Be Sedated
    06 - Cretin Hop
    07 - Teenage Lobotomy
    08 - Gimme Gimme Shock Treatment
    09 - Shakin' All Over (Johnny Kidd)
    10 - Come On Now
    11 - Cathy’s Clown (Everly Brothers)
    12 - Pinhead
    13 - Rockaway Beach
    14 - Fix Yourself Up (Dee Dee Ramone)
    15 - Sidewalk Surfin’ (Dee Dee Ramone - Barbara Ramone)
    16 - Beat On the Brat
    17 - Sidewalk Surfin' (versione strumentale, bonus track in alcune importazioni straniere) 
LINE-UP
    Dee Dee Ramone - voce e chitarra
    Barbara Ramone - voce e basso
    Chase Manhattan - batteria
    Chris Spedding - chitarra
LABEL : EAGLE RECORDS

13 ott 2012

DICHIARAZIONE DI INTENTI

Eccomi qua.
Primo post, per il mio nuovo blog.
Forse in realtà è il primo vero blog, visto che l'unico che ho avuto è stata una futile moda di 10-12 anni fa: molto personale e molto adolescenziale che ho cancellato con non poco imbarazzo un pò di anni fa.
In parole povere era inutile e faceva quindi cacare.
A distanza di tutti questi anni, mi è rivenuta voglia di scrivere qualcosa, ovviamente meno adolescenziale ma comunque personale; voglio parlare di musica, e in particolare di PUNK ROCK.
Inutile dire che il punk rock sono i RAMONES. Ma non vuol dire che parlerò solo di RAMONES, vuol dire semplicemente che qualsiasi persona che non adora e venera questo gruppo fino all'ossessione è pregato di non leggere questo blog: siete degli eretici e probabilmente non vi piacerà niente di quello che scriverò.

Detto questo, l'obiettivo che mi pongo è di recensire, o meglio scrivere qualche opinione, strettamente personale, sui dischi che compro: potrà essere il nuovo album della band parrocchiale così come ROAD TO RUIN in vinile da 180 gr, edizione limitata, avvolto nel parrucchino di Marky.
Magari parlerò anche di qualche libro, di qualche documentario, di qualche concerto: in generale quindi di come spendo/ho speso i miei soldi per questo piccolo "mondo della musica".Il per non è affatto casuale.
Parlerò solo di quello che è in mio possesso fisicamente: niente mp3, roba in streaming o cose del genere.
Voglio guardare la copertina, voglio sfogliare il libretto fino alla noia, voglio leggere, rileggere e tentare di capire i testi: insomma mi piace ricordare i miei 14 anni quando risparmiavo 30/35mila lire - in 2/3 mesi - per andare da CENTRO DISCHI e comprare qualche cd (spesso a caso!) nella sezione "PUNK". Il cd diventava automaticamente la colonna sonora inseparabile di lunghi e caldi pomeriggi vissuti in un quartiere periferico di Reggio Calabria, sognando qualche concerto degno di nota.
Credo fortemente nella libera diffusione della musica (meriterebbe un post a parte questo argomento), ma il possesso fisico è un piacere a cui non voglio rinunciare. Magari il disco lo ascolterò poco, ma so di aver supportato il gruppo: che siano amici che facciano schifo o perfetti sconosciuti che suonano come Dio (Dee Dee) comanda. Lo scopo del blog è quindi chiudere il cerchio: compro -> ne parlo.
Non vuol dire che parlerò sempre bene di tutto, mi sembra scontato. Se spendo anche soli 5 euro e il disco è una cagata pazzesca non esisterò a scriverlo, è il minimo.
Se susciterò curiosità in qualcuno mi riterrò ipersoddisfatto.
Gabba Gabba.