15 lug 2013

Troublefestival 2013 - 14.07.2013 - Parco Tittoni ( Desio, MB )


Il cambio di location porta fortuna al Troublefestival. Abbandonato lo Stadio del Rugby di Monza a favore dello splendido Parco Tittoni di Desio, finalmente abbiamo il piacere di trascorrere un'edizione all'asciutto senza il diluvio universale che ha da sempre contraddistinto il festival.
Quest'anno erano previsti due palchi: il Boschetto Stage con le esibizioni in acustico di Crooks, Phonograph e Labradors e il Main Stage con Gli Impossibili, PAY e il tanto atteso CJ Ramone.
Tra il mio solito ritardo e la fila interminabile per un panino con la salamella (cruda), mi perdo praticamente tutti i gruppi al Boschetto e mi dirigo subito verso il Main Stage.
Gli Impossibili - Live @ Troublefestival 2013
Pochi minuti e iniziano Gli Impossibili. Piccola parentesi per i lettori non italiani: Gli Impossibili sono una band seminale del punk rock in italiano che tra alti (tanti) e bassi sono quasi 20 anni che calca i palchi italiani. Per l'occasione hanno eseguito per intero il loro primo album Impossimania del 1997 ( potete scaricarlo da qui, ma come sempre vi consiglio di acquistarlo, qui )  più In Fondo al Cuore, Cani Blu,  Sul Sedile Con Te, e la cover dei Fichissimi ( altra band seminale italiana) de La Tipa della Casa Occupata. I suoni non erano proprio perfetti ma credo che tutti i presenti, così come me, hanno in pieno gradito la performance. Chi non hai mai ascoltato e cantato le canzoni di quest'album che parla di robot, ragazze, androidi e cervelli bruciati con i Queers e i Ramones? E' stato molto bello vedere tanti volti sorridenti canticchiare e magari rievocare ricordi dell'adolescenza legati a queste canzoni. Chapeu.
Subito dopo è il turno dei PAY. Non mi piacciono e non mi hanno mai detto niente di particolare, quindi mi allontano dal palco per riposarmi un po' prima dell'inizio di CJ Ramone.
Questa volta ad accompagnarlo ci sono due membri dei Social Distortion, Jonny "2 Bags" Wickersham alla chitarra e David Jr. Hidalgo alla batteria (clone di Ric Savage di Cacciatori di tesori!).
Cj Ramone - Live @ Troublefestival 2013
Se il figlio d'arte ha svolto in maniera impeccabile la propria parte, Jonny "2 Bags" si merita più di una tiratina d'orecchie. Ok, gli accordi tra un giro e l'altro sono quasi sempre gli stessi ma bisogna ricordarli e bisogna farli SEMPRE bene. A dimostrazione che in pochi possono suonare come faceva Johnny. Ma lo "perdono", ero troppo gasato di vedere ancora una volta Cj che il resto mi è sembrato superfluo.
Detto questo, l'inizio è stato da bomba con  Judy is a Punk e Blitzkrieg Bop , seguiti (come sempre in ordine pseudo-random) dai classici dei Fast Four come Beat On The Brat, Cretin Hop, Listen To My Heart, Endless Vacation, Glad To See You Go, I Wanna Be Your Boyfriend, Pinhead, California Sun, Commando, Do You Wanna Dance?, Strenght To Endure, 53rd and 3rd, Rockaway Beach, Psycho Therapy alternati ai pezzi di Reconquista (What We Gonna Do Now?, Ghost Ring, Aloha Oe, You're the only one).
Primo encore con due bellissime cover  Down Here (with The Rest Of Us) dei Social Distortion ( ...se si può dire cover...) e R.A.M.O.N.E.S. (visto il concerto annullato dei Motorhead di qualche settimana fa direi che è stato un bel regalo!). Chiusura finale con I Wanna Be Sedated.
Cj Ramone - Live @ Troublefestival 2013
Cj Ramone. Possiamo considerarlo l'ultimo vero Ramones? In una guerra inutile su chi è il batterista più veloce, quello più bravo o quello originale di sicuro è l'unico che fa qualcosa, prima di tutto, per mantenere alto l'onore dei Ramones. E poi Cj è un po' l'emblema di tutti noi: chi non ha mai sognato di suonare nella propria band preferita? Lui sognava di suonare con i Ramones, ci è riuscito e non l'ha dimenticato. Poco importa se adesso è uomo di quasi 50 anni senza i lunghissimi capelli degli esordi. Non ha bisogno di una parrucca per dimostrare di essere ancora un Ramone. E' sufficiente mantenere ancora l'entusiasmo immutato del ragazzino poco più che 20enne che il 30 Settembre del 1989 raccolse la pesantissima eredità di un certo Dee Dee Ramone. Ok, vado a mettere di nuovo sul giradischi Reconquista. Lunga vita a Cj.



» ENGLISH VERSION «

10 lug 2013

Killtime - 2013 - Planet Of The Apers


A brevissima distanza dalla pubblicazione del 7'' In 3D! ho finalmente la possibilità di ascoltare il nuovo full length dei Killtime, veterani della scena punk rock italiana.
Registrato e prodotto da Mirko Ravaglia al Panic! Studio di Roma, Planet Of The Apers vede la luce per mezzo di ben tre distinte etichette: Bad Bad Brain Inc per l'Europa, Dumb Records per il Giappone ( sempre più attenta alle realtà italiane)  e Sexy Baby Records per gli Stati Uniti. Artwork e layout curati dall'onnipresente Riccardo Bucchioni.
Terminate l'introduzioni di rito, parliamo un po' delle canzoni. Il disco si apre con un pezzo strumentale surfeggiante "alla Queers",  Alpha Male Monkey Attacks Men (per intenderci ricorda un po' Rollerdog/Wipeout/Squid Omelet) che fa da introduzione a Planet Of The Apers, che abbiamo avuto modo di apprezzare già su In 3D!.
Segue quindi un pezzo super tirato Talkin' Talkin' Talkin' (...a quanto pare c'è un King Kong da tastiera anche a Roma!)  e quindi un brano-dedica al mitico Joe Queer.
Tutto fa presagire ad un disco non molto distante dalle sonorità tipiche dei Killtime che abbiamo sempre apprezzato, ma ecco il pezzo che non ti aspetti e che cambia le carte in tavola: Be True To Me con le sue chitarre decisamente powerpop-sixties fa da apri-pista a sonorità che prepotentemente si ripresenteranno anche in Happy Summer, Over And Over Again e la fantastica traccia conclusiva You'll Stop The Rain.
La virata powerpop è intervallata da suoni più moderni come Take A Look Around And Smile vicina al sound degli ultimi Green Day e Bomb this Place, pezzo zozzo e cattivo, giusto per far capire che certi amori (Queers) non si dimenticano MAI.
Complessivamente questo disco è una piacevole sorpresa. Devo ammettere che non è stato facile assimilarlo perchè ho sempre apprezzato il lato "Queers/Weaseliano" dei Killtime ma dal secondo-terzo ascolto in poi ho senza dubbio rivalutato il disco, e posso affermare che i pezzi "della svolta" sono quelli che mi sono piaciuti maggiormente. Magari ai puristi del punk rock potrà anche non piacere ma una cosa è certa: non è un album che annoia e sicuramente non terminerà nel dimenticatoio. Consiglio senza alcun dubbio l'acquisto del disco.

» ENGLISH VERSION «


Band:
Stevo - Vocals and guitar
Tommy - Bass and backing vocals
Marco - Drums and tambourine

Tracklist:
01 - Alpha Male Monkey Attacks Men
02 - Planet Of The Apers
03 - Talkin' Talkin' Talkin'
04 - Killtime
05 - Joe Queer
06 - Be True To Me
07 - Take A Look Around And Smile
08 - Cool Party
09 - Happy Summer
10 - Bomb This Place
11 - Over And Over Again
12 - You'll Stop The Rain