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29 gen 2015

Textbook - 2014 - All Messed Up

I Textbook sono un quartetto di Chicago che ho scoperto solo di recente nonostante i primi lavori siano datati 2000, e All messed up è rappresenta il 5° album.
Preso un po' dalla curiosità, ho ascoltato anche i lavori precendenti e cazzo, devo dire che fino ad adesso mi sono perso proprio una grande band!
I Textbook fondamentalmente fanno un pop punk mooooolto poppettoso (strizzando un'occhio ai Get Up Kids per intenderci, anche se in alcuni frangenti mi ricordano anche i Copyrights) lontano da essere noioso e banale, questo fa si che anche l'ascolto di All messed up scorre sempre piacevole per tutta la sua durata. Ad impreziosire un disco di per sé già bello, ci pensano le illustri collaborazioni con Jeff Pezzati (Naked Raygun) in Everything I'm Not e Dan Vapid (devo dirvi dove suona/ha suonato? Dai!) in Just One Of Those Things e We'll Grow Old. Tra le mie preferite, segnalo la già citata Everything I'm Not e Looking after me.
Volete il disco? Lo trovate, come sempre, su Striped Music oppure potete  rivolgervi direttamente alla Torture Chamber Records. Li vedremo in Italia? Spero proprio di si.

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TRACKLIST
01 - Everything I'm Not
02 - Just One Of Those Things
03 - Looking After Me
04 - Shared Privacy
05 - If You Don't Know By Now
06 - Never Meant To Be
07 - Call You Up
08 - Congratulations
09 - Missed You First
10 - Change My Mind
11 - We'll Get Old



BAND
Dave Lysien - Vocals, Guitar
Rick Uncapher - Bass
Mark Doyle - Drums, Vocals, Percussion
Dan Knapik - Guitar, Vocals 

28 gen 2015

Jagherbomb - 2014 - Another One To Forget


Dopo un EP dell'ormai lontano 2011, tornano i genovesi Jagherbomb con una nuova fatica, totalmente DIY e in free download (grande punto a favore) dal titolo Another One To Forget. Devo ammettere che non sono molto abituato a questi tipi di suoni, e prima di capire se questo disco mi piace o meno mi sono sentito in obbligo di ascoltarlo molte volte. Per quale motivo?
Perchè mi ricordano vagamente i Rise Against e perchè ci sono molte cose che mi piacciono (buone melodie, ottima voce) e altre decisamente meno - vedi smetallate e pezzi a volte un po' troppo lunghi. Ma in fondo questo è dovuto al limite dei mentecatti come me che difficilmente accettano più di 3 accordi e i 2 minuti.
I ragazzi sono molto molto bravi tecnicamente e non fanno nulla per nasconderlo, tuttavia i pezzi che mi sono piaciuti maggiormente sono quelli più semplici e più vicini al punk rock classico come Let Me Be e Running Out Of Time. Promossi!

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TRACKLIST
01 - Intro
02 - A Failure
03 - Nothing Really Changes
04 - Sweat, Honey & Blood
05 - Can You Tell Me?
06 - No Time
07 - Running Out Of Time
08 - Let Me Be
09 - Raise Your Glass
10 - Tired Of Living Your Life



BAND
Danila Riedo - Voice
Roberto Incardone - Guitar/Backing Vocals
Daniele Murgia - Bass/Backing Vocals
Francesco Guetto - Drums

Latte+ - 2014 - No More Than Three Chords


Tornano i toscanacci dei Latte+ dopo qualche anno di silenzio con No More Than Three Chords disco che segna una svolta nella band (o ritorno all'origini se preferite): un po' per il ritorno al cantato in inglese, un po' per un sound decisamente più vicino ai Green Day-Era Lookout rispetto al marchio di fabbrica della band nel passato.
E il risultato non può che essere positivo: per quanto mi riguarda quando ci sono buone melodie e pochi accordi ma suonati bene si fa sempre gol sotto il sette.
Uscito in doppia edizione per la RocketMan Records e per la Infested Records (edizione americana) l'album è composto da 15 tracce, forse troppe, ma tutte di brevissima durata, fresche e piacevoli come Teenage Schizoid, I Wanna Be Like Steve Mc Queen e senza dubbio Johnny Ramone che danno
senza dubbio un valore aggiunto a un disco complessivamente bello. Ben fatto!

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TRACKLIST
01 - No More Than Three Chords
02 - Johnny Ramone
03 - So Long Motherfucker
04 - I Wanna Be Like Steve Mcqueen
05 - She’s Gone Today
06 - Rise Up
07 - It’s Ok For Us
08 - Anyway I Wanna Be With You
09 - Something About You
10 - It’s Been A Long Time
11 - Teenage Schizoid
12 - Armanda
13 - Your Time Is Over
14 - Striped Girl
15 - We Are Disturbed

BAND

Chicco - Mosrite/vocals
Darii - guitar/chorus
Leo - bass/backing vocals
Puccio - drums

The Snookys - 2014 - Junk Food


Ti piace il Garage-Punk? Sei un fan dei Devil Dogs, New Bomb Turks, Teengenerate e tutta quella roba che sprizza energia da tutti i lati? Ecco, se rientri in questa fascia, sicuramente Junk Food fa al caso tuo.
Mi è capitato di vedere i bergamaschi Snookys dal vivo qualche mese fa e devo ammettere che mi hanno fatto proprio una bella impressione, impressione che è stata confermata quando sono tornato a casa con la voglia di ascoltare con maggior attenzione il loro disco, che fino ad allora aveva accumulato ingiustamente troppa polvere.
13 pezzi al fulmicotone dove Actin' Good, I Can Only Wear Geox, Cop Guy e Fire Alarm fanno fare un figurone ai ragazzi. Dategli un'ascolto, anche se non è il vostro genere, sono certo che resterete piacevolmente sorpresi, i ragazzi sanno il fatto loro.
Se il disco è di vostro gradimento e volete arricchire Speciani e la OCW, contattatelo qui oppure fate riferimento come sempre a Striped Music.

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TRACKLIST
01 - Fat Guy Attitude
02 - Actin' Good
03 - Fire Alarm
04 - Pidgeon
05 - Cop Guy
06 - Stab You
07 - Not A Girl
08 - I Can Only Wear Geox
09 - Down In The Basement
10 - I'm A Geek, You're A Nerd
11 - Jizz
12 - You're A Bluff
13 - Nothing Can Heal Us



BAND
Andrea Facheris - Vocals
Marco Facheris - Guitar & Vocals
Federico Mitan - Bass & Vocals
Luca Legramandi - Drums

22 gen 2015

The Apers - 2014 - Confetti on the Floor

 Difficile essere obiettivi recensendo un disco degli Apers. Sarà per la grande amicizia con Kevin e gli altri, sarà per l'affetto che in generale provo per questa band da diversi anni e per il mio debole naturale per le band olandesi. Si sono fatti attendere per un nuovo disco (You're only as strong as the table you dance on è datato 2009) e sicuramente il risultato è buono anche se, a fine ascolto, la sensazione è quella di aver apprezzato di più gli album precedenti, in particolare Reanimate my heart che per quanto mi riguarda rimane uno dei top album punk rock degli ultimi anni. Lo stile Apers è inconfondibile, pezzi a ritmi non velocissimi, linee melodiche molto belle e testi che rasentano il puro genio. Si parte con Global Holocaust, anthem misantropo dal titolo abbastanza inequivocabile, si accelera con To the bar for cocktails e si continua con Jamie Oliver, già proposta durante il tour estivo e sicuramente uno dei pezzi più riusciti del disco, con un testo assurdo dedicato al famoso cuoco inglese.
Andando avanti troviamo Early dementia, altro bel pezzo, e soprattutto Always hate work, che condensa tutto l'odio di Kevin per il mondo del lavoro in generale.
I pezzi continuano a mantenersi su un buon livello, prediligendo ironia e presa per il culo anche se un po' fuori tempo (Dear Ben) fino ad arrivare alla conclusiva e malinconica Confetti on the floor, triste riflessione sul tempo che passa inesorabilmente.
Particolarità: due cover, Break stuff dei Priceduifkes e Eve of destruction di Barry McGuire e due pezzi dove Kevin dà prova del suo italiano: Totally barzotto for you e Mozzarella no more, pezzo del quale posso vantarmi di essere stato presente alla sua primissima stesura, alla piscina comunale di Giussano, che parla degli olandesi alle prese del sole di luglio 2009 (quando in Italia c'era il sole d'estate).
Nel complesso, un bel disco. Non rientra tra i miei preferiti degli Apers ma dimostra come, anche dopo quasi vent'anni, il successo internazionale della band sia più che giustificato e meritato.

TRACKLIST
01 - Global Holocaust 
02 - To The Bar For Cocktails 
03 - Jamie Oliver 
04 - Early Dementia 
05 - Break Stuff 
06 - Stop It Now 
07 - Always Hate Work 
08 - Mozzerella No More 
09 - Totally Barzotto For You 
10 - Moonlight Kisses 
11 - Dear Ben
12 - Eve Of Destruction
13 - Confetti On The Floor


BAND
Kevin Aper - Vocals, Bass 
Ivo Backbreaker - Drums 
Max Power - Guitar 
Mikey Bat Bite - Guitar 

15 dic 2014

The Nuts - 2014 - The Nuts


Con il consueto ritardo, oggi parleremo dell'esordio discografico dei Nuts, band attiva solo da qualche mese divisa tra Piacenza e Milano e composta da facce più o meno note del circuito tricolore. Chi segue questo blog e in particolare le I Buy Records Nights che organizziamo, saprà che stiamo dando molto spazio a questi ragazzi, perchè oltre ad essere ottimi amici, riteniamo che abbiano molto potenziale. Fanculo chi parla di presunte raccomandazioni. Scollatevi dal divano, fate meno polemiche e divertitevi di più ai concerti! D'altra parte se la Monster Zero ha messo gli occhi sopra direttamente all'esordio un motivo ci sarà, oppure no? 4 Pezzi super-catchy che ti prendono al primo ascolto. La ricetta è sempre quella: i soliti 3/4 accordi supportati da ottime melodie, belle voci, cori, cori e ancora cori. Formula (27 o 37?) collaudata e semplice, lontana dal voler essere innovativa... (punto a favore!) e su questo siamo tutti d'accordo...ma mi chiedo, quanti riescono a farlo cosi piacevolmente? Direi in pochi e per quanto mi riguarda i Nuts rientrano tra le piacevolissime sorprese di quest'anno. Because of You (me ne innamorai già con la demo) e Magical Mistery Day  sono i pezzi che impreziosiscono un 7'' già gradevolissimo. Insomma, sapete che fare (qui e qui).

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TRACKLIST:
01 - Mental Case
02 - Because Of You
03 - Bad Dream
04 - Magical Mistery Day



BAND:
Vale  - vocals/bass
Molby  - guitar/back vocals
Palmi  - drums/back vocals

08 nov 2014

CJ Ramone - 2014 - Understand Me?


A distanza di qualche anno dallo stupendo Reconquista, torna CJ Ramone con un 7'', semplice anteprima del nuovo album Last Chance to Dance in uscita per Fat Wreck il 25 Novembre.
Accompagnato da una backing band di tutto rispetto, CJ ci regala due bei pezzi, un inedito (ascolta qui) e una cover dei Black Flag sufficienti per farmi gioire. Che lo vogliamo accettare o no, l'ultimo vero Ramone è lui e anche in questi nuovi pezzi le intenzioni sono abbastanza chiare: omaggiare i fratellini, poche chiacchiere e buona musica.
La prima stampa è andata ormai esaurita (meno di 500 copie, ma è quasi pronta la prima ristampa), il nostro spacciatore ufficiale ha ormai finito le copie,  ma con un po' di culo sono riuscito a trovare una copia qui, affrettatevi che non credo ne siano rimaste molte, magari fra qualche anno vi potrete bullare su Discogs di avere la prima edizione.

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TRACKLIST
SIDE A
01 - Understand Me?
SIDE B
02 - Rise Above

BAND
CJ Ramone - voice, bass
Dan Root - guitar
Steve Soto - guitar
David Hidalgo Jr. - drums

Special Guest:
Dez Cadena - guitar, backing vocals on Rise Above

27 ott 2014

The Thirtysevens - 2014 - Time Travel Math

 
Prima di iniziare a leggere, premere play nel link giù in fondo.
Molti amici sostengono che qualsiasi cosa dica, produca o faccia Ben Weasel a me piace (cit. Markez). Anche le cazzate. Ed effettivamente è vero. Considerando che il mio raggio di gusti musicali varia tra i Ramones e tutto quello che riguarda i Ramones quando mi capita tra le mani un disco come questo dei Thirtysevens i miei occhi brillano di gioia, mi viene da pensare che a volte c'è speranza per un mondo migliore e che in Toscana esiste un piccolo Ben Weasel e una band che Wiggle e Anthem for a New Tomorrow li ha ascoltati fino alla noia. E io godo. Avevo avuto modo di apprezzarli qualche mese fa nel mega-split La Massoneria Ramonica e i Suoi Adepti Vol​.​1 e mi colpirono tanto, tantissimo. Li aspettavo al varco per un full length e non appena il buon Pulce della Monkeyrite Records  mi ha mandato Time Travel Math sono rimasto subito affascinato da questo disco dal sapore sicuramente casalingo/lo-fi (presa diretta?) ma che ritengo sia una dei dischi più interessanti usciti in Italia nel 2014.
11 tracce che scorrono via come un bel sorso di Jameson rigorosamente senza ghiaccio. Dritti, diretti e fottutamente affascinanti con dei testi sopra la media e arrangiamenti di chiara scuola weaseliana - con tante citazioni, a volte palesemente volute (Becky Ramone vi dice qualcosa?) -  ad accompagnare una voce che rimanda tremendamente a zio Ben. Sinceramente non riuscirei a scartare nemmeno un pezzo visto che ho tenuto il tempo sulla coscia così tante volte fino a deformarla. Ma ragazzi, Not a Kid Anymore, Social e Time Travel Equation sono delle autentiche gemme che metterei nella compilation da regalare alla ragazza da conquistare.
Ora resta da capire che faranno nel futuro questi ragazzacci. Non mi pare stiano suonando tantissimo, anzi. Resteranno una fantastica meteora oppure avremo occasione di sentire nuovo materiale? Nel frattempo mostrategli un po' d'amore su facebook e compratevi 'sto disco dalla Monkeyrite Records o da Striped Music.
Secondo passo: riascoltare ancora il cd, fino alla noia.

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TRACKLIST:
01 - Agent 13 Is Dead
02 - Not A Kid Anymore
03 - Trying To Fix You
04 - Becky Ramone
05 - Social
06 - Two Times Table
07 - Not Better Now
08 - Bad Bad Dream
09 - Time Travel Equation
10 - Screw You
11 - She Rides The Rainbow



BAND:
Paolo "Fonne" : voice
Adriano "Cecche" : guitar, backing vocals
Marco "Marky" : guitar
Federico "Fro": bass, backing vocals
Fabio "Bara" : drums

13 ott 2014

Teenage Gluesniffers - 2014 - Frames


Partendo dal presupposto che da queste parti manteniamo un'atteggiamento anni-luce dalla professionalità, questa volta il disco che mi ritrovo tra le mani è Frames, il nuovo EP dei Teenage Gluesniffers, band del mio socio di IBR e di altri due ottimi amici. Tutti potrebbero pensare a una mancanza di obiettività nel parlare di questo disco, ma visto che "non è ancora il momento di cominciare a farci i pompini a vicenda", cercheró di essere onesto... nonostante la voglia di inveire contro Paolo ( tu sai perchè!) è davvero tanta....
In ogni caso, Frames é uscito da qualche mese per la Infested Records (label americana...) ed è un EP composto da 6 pezzi più una bonus tracks che rappresentano a mio avviso il miglior lavoro dei ragazzi, vuoi per il sound più elaborato, vuoi per il livello compositivo decisamente più maturo. A differenza dei lavori precedenti, nonostante i testi piuttosto cupi e paranoici (Oh Paolo...) , le canzoni suonano più "poppettose" e orecchiabili, caratteristiche forse non così marcate nei precedenti lavori. Ascoltate Back From Pasalaqua o The Raven, probabilmente il pezzo migliore di sempre dei ragazzi, per capire. Menzione speciale per la bonus track, una coraggiosa reinterpretazione di Something To Believe In (giá presente sul tributo italiano ai Ramones) che mi é piaciuta tantissimo. Adesso, via con il solito sermone, potete comprare il disco dai ragazzi oppure tramite la Infested Records che merita il massimo rispetto per il sostegno che sta dando a tante band italiane.

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TRACKLIST

01 - Brand New Day
02 - Notes of a Thirsty Young Man
03 - The Raven
04 - Back from Pasalacqua
05 - My Armageddon
06 - Peabody Award Shithead Trophy



BAND
Paolo - guitar, voice
Fra - bass, backing vocals
Enri  - drums

15 set 2014

The Manges - 2014 - All Is Well



Mea Culpa. Vorrei inginocchiarmi sui ceci e prendermi a schiaffi da solo per aver fatto passare così tanto tempo prima di scrivere questa recensione. All Is Well è uscito da un sacco di mesi.. e..ho aspettato tanto prima di scrivere due righe. Un po' per impegni, un po' perchè fondamentalmente sono un cazzaro.
All Is Well è l'ennesima fatica dei Manges, uscita per Monstero Zero, It's Alive e Dumb Records. Insomma le migliori label nel panorama. Di questo disco ormai se ne è parlato già abbastanza, e di sicuro la mia recensione non sarà una sorpresa. In ogni caso, ci tenevo a dire la mia.
Il nuovo disco dei Manges, spacca. I Manges si sono re-inventati. Potevano fare un nuovo album uguale a Go Down oppure Bad Juju e fare contenti tutti a prescindere, invece hanno cercato una via nuova ( per divertimento o stimoli non importa) e se il campo dell'innovazione nel punk-rock è seminato di mine anti-uomo, affidandosi ad Hervè dei Peawees il quartetto spezzino ha trovato probabilmente l'unica strada percorribile per essere "promossi" dalla "scena punk-rock", che sappiamo tutti essere molto aperta alle novità.
Non nascondo che già al primo accordo, sono rimasto un po' spiazzato da questo sound un po' sixties Pre-Ramones (o proto-punk o come cazzo si chiama) che non suona proprio "alla Manges"... ma già al secondo ascolto All Is Well mi ha conquistato, perchè suona spontaneo, perchè suona fresco e soprattutto perchè è divertente.
I Manges riescono a colpirci ancora una volta coverizzando I Tried To Die Young (oh, io Melanie Safka non la conoscevo affatto) e infilando una serie di pezzi fantastici come My Bad, Plan Honululu, Don't Screw Up The Formula, Lone Commando (All is Well)  destinati a finire tra i classici della band, spiazzano tutti ancora una volta e conquistano i nostri cuori.
E se siete tra quelli preoccupati per il gain delle chitarre, state tranquilli che dal vivo come al solito ci fanno il culo in quattro.
Se ancora non hai comprato All is Well, rimedia, sei ancora in tempo. Adios.

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TRACKLIST

01 - Crocodile In My Head
02 - My Bad
03 - Plan Honolulu
04 - Love Is A Disease
05 - Panic At The Ice Rink
06 - Don’t Screw Up The Formula
07 - Don't Bet On Me
08 - I Tried To Die Young
09 - Topolinia
10 - Secret Agent Super Dragon
11 - I Just Wanna Make You Cry
12 - Lone Commando (All Is Well)



BAND

Andrea: lead vocals, rhythm guitars, lead guitar on “Topolinia”
Mass: bass, backing vocals, lead vocals on “Secret Agent Super Dragon”
Manuel: drums
Mayo: lead and rhythm guitars, backing vocals

Hervé Peroncini: additional guitars, percussions, backing vocals
Pierluigi Ballari: organ, piano
Bruno Barcella: percussions

29 lug 2014

The Putz - 2014 - Knock It Off


Sei un over-30? Hai il primo accenno di panzetta? I capelli bianchi iniziano ad essere sempre più numerosi ma ancora non riesci a toglierti le All-Stars e quel chiodo ormai vecchio e consumato? Insomma, se ti ritrovi almeno in parte in questa serie di stereotipi e sei cresciuto pestando la testa contro il muro ascoltando Ramones/Screeching Weasel/Queers probabilmente i Putz fanno al caso tuo.  
Ma chi sono i Putz? I Putz sono un terzetto di Indianapolis con una scimmia pazzesca per il punk-rock - quello figo che tanto piace a me - degli anni '90: semplice, diretto, con ritornelli accattivanti e coretti a profusione. Tramite la Eccentric Pop Records - che sta dando spazio a tante band interessanti -  hanno quindi pubblicato Knock It Off in vinile (250 copie, 125 rosse/125 bianche), secondo full-length composto da 12 tracce passate dalle parti del Sonic Iguana per essere lavorate da un certo Mass Giorgini.
Le premesse sono tutte positive e l'ascolto dell'album non fa altro che confermare.. infatti fila via liscio che è un piacere, grazie alla giusta presenza di tastierine (per fortuna senza eccedere più del dovuto), qualche assolo e la giuste dose di "poppettosità" che non fa mai annoiare. Non credo sia difficile che già dopo un solo ascolto pezzi come OperateFast Food FantasyLunatic (il mio pezzo preferito!), Knock It Off ti sia appiccicano in  testa come è successo a me. C'è anche spazio per la cover di un classico degli AngelsMy boyfriend's back che sinceramente è forse l'unico pezzo che non mi ha entusiasmato.
Ok, non stiamo parlando dell'album dell'anno, ma Knock It Off complessivamente mi è piaciuto parecchio e credo che continuerò ad ascoltarlo ancora per un po'.
Attualmente sono in giro per gli States in tour, quindi se vi trovate da quelle parti magari fate un salto a un loro concerto e compratevi questo vinile che non è per niente male. In alternativa potete procurarvelo tramite la Eccentric Pop Records qui.

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TRACKLIST

01 - That's Okay
02 - Brain Malfunction
03 - Three Strikes
04 - Operate
05 - Unreliable
06 - Fast Food Fantasy
07 - Go Work on Your Tan
08 - Get A Clue
09 - Lunatic
10 - My Boyfriend's Back
11 - I'm a Disappointment
12 - Knock It Off



BAND
Billy Putz - bass, vocals
Tyler Wrong - guitar, backing vocals
Dougie Tangent - drums, backing vocals

18 lug 2014

Cavaverman vs Lawyer Beaters vs The Cocks

Ok. Sono pigro, lo so. So anche di avere una montagna di dischi in arretrato e prima di chiudere la 'zine per le vacanze estive vorrei mettermi la coscienza a posto e recensire tutta la roba rimasta indietro. Così, mega-post, 3 rapide recensioni in una botta, un po' come una combo di schiaffi da parte di Bud Spencer. 

Cavaverman - 2014 - James Dead Again



Erano gli inizi del XXI secolo, il punk rock andava ancora forte a maggior ragione se c'avevi una bella figa come cantante. E i Viboras incarnavano questo stereotipo, poi la bella Irene si mise a fare musica con J-Ax (il passaggio a Suor Cristina è stato davvero breve!) e la band si sciolse: dalle ceneri sono nati i Cavaverman.
Premessa: non sono un fan dell'horror-punk alla Misfits, di zombie, lupi mannari ecc ecc ma la prima cosa che ho notato è il salto di qualità tra i Viboras e questa nuova band. I pezzi di James Dead Again suonano
compatti, potenti, veloci e con una buona dose di melodie supportate da ottimi coretti. Forse 14 pezzi per 45 minuti sono un po' troppi e c'è il rischio di skippare ingiustamente qualche traccia ma pezzi come She's a Werewolf e Zombieland riescono ad alzare il tiro. Tirando le somme, mi sento di promuovere il disco.
Dateci un ascolto, se siete fan dei Misfits del periodo Graves.


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TRACKLIST:

01 - She's A Werewolf
02 - Saw
03 - Purple Brain
04 - Walking Dead
05 - I Wanna Kill you
06 - Zombie Lover
07 - James Dean
08 - The Ring
09 - Werewolves
10 - Prince Of Darkness
11 - Zombieland
12 - I'm The One
13 - Live Or Give Up
14 - Day Of The Apocalypse


 
BAND:
Sal Champion - vocals, guitar
Apocalypse Giò - bass
Doktor Hell - drums

Lawyer Beaters - 2014 - Victory



Terza pubblicazione per i piacentini Lawyer Beaters. Victory è Ep autoprodotto, in free-download, con copertina semplice ma geniale... forse per voler mettere in chiaro le origini o con più probabilità  per evidenziare il più bel trionfo italiano nei Mondiali di calcio. 
Ok, poi c'è Balotelli che ci fa tornare con i piedi per terra.
Comunque, viste la copertina e le info su bandcamp "We love beer, red wine, football" uno potrebbe aspettarsi un gruppo Oi! invece i ragazzi fanno pop-punk riconducibile alla nuova scuola americana, più vicini ai Menzingers & Co. che al pop-punk cazzone che piace a me. Non è un EP immediato, ma le intenzioni dei LB sono chiare già dalle prime note: chitarre arrangiate e intrecciate in maniera impeccabile e tanti coretti al posto giusto. Per i miei gusti a volte i pezzi suonano un po' troppo malinconici, ma pezzi come Punk Rock Station o Side by Side, sicuramente aiutano ad alzare il livello complessivo dell'EP. 
I ragazzi sono già a lavoro per un nuovo album, sarebbe un peccato che anche a questo giro non trovassero una label disposta a supportarli. Fatevi avanti perchè nel genere che propongono sanno sicuramente il fatto loro.

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TRACKLIST:

01 - Between Us
02 - Another Useless Sun
03 - Robben Island
04 - Punk Rock Station
05 - Side By Side

BAND:

Pos - guitar, voice
Luke - guitar, voice
Bobby - bass
Bona - drums


Cocks - 2014 - The Emergency Exit



I Cocks, sono un giovane quartetto proveniente da Genova cresciuto a focaccia, Dopamines e Copyrights. Dopo un EP d'esordio pubblicato lo scorso anno, si affacciano al "grande pubblico" con The Emergency Exit che, come molti album d'esordio, ha qualche difetto ma anche tanti pregi che fanno ben sperare. Prima di tutto: ho avuto modo di conoscerli e suonarci assieme e devo dire che oltre ad essere davvero dei bravi ragazzi, sono molto molto preparati nonostante la giovane età. 
In tutto questo, la cosa più importante è che sono dei ragazzi che si sbattono parecchio per tenere in vita la scena di Genova, città purtroppo molto lontana dai fasti degli anni '90.
I 12 pezzi proposti dai Cocks, fanno ben sperare perchè ci sono molti spunti interessanti, ottime idee e buone intuizioni, oltre ad avere una buona capacità nel creare belle melodie...tuttavia dovendogli tirare le orecchie, a volte suonano un po' acerbi - più che comprensibile - e forse manca quel "pezzone-spacca-culo-da-sing-along" che ti fa saltare dal divano e sperimentare nuove bestemmie. Pezzi come Everything's gonna be alright e Better To Be Soiled sono quelli che mi hanno colpito maggiormente, tuttavia sono convinto che questi ragazzi possono dare di più e fare meglio: la strada intrapresa è quella giusta toccherà a loro decidere se darci ancora sotto oppure tirare i remi in barca e darsi magari all'indie. 
Fate la scelta giusta, mi raccomando.. nel frattempo dategli un'ascolto.

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TRACKLIST:

01 - Good time
02 - To relive again
03 - Like an asshole
04 - Shut the brain
05 - Everything's gonna be alright
06 - Look up
07 - One minute
08 - Stupid summer song
09 - Better to be soiled
10 - The right glue
11 - The usual
12 - Fine line between smile and cry  



BAND:

Anto - guitar, voice
Femi - bass, voice
Alby - guitar
Anza - drums

09 lug 2014

Biffers - 2014 - Whoa!


Uscito ormai da circa un anno per Inconsapevole Records, ecco a voi "Whoa!", ultima fatica dei Biffers, trio livornese coi controcazzi. Abbiamo avuto il piacere di ospitarli come IBR ad una IBR Night e siamo rimasti ben impressionati da quello che i ragazzi hanno da dire.
Il disco conta 10 tracce di ottimo punk rock, suonato e soprattutto cantato davvero bene. La cosa che colpisce di più, infatti, è la voce di Darione e il grande studio fatto su cori e armonizzazioni, davvero sopra la media rispetto a quello che normalmente sentiamo...come King Mob disse a suo tempo, "con l'autotune pigiato nel culo". A livello di suoni, il primo nome che mi viene in mente sono i primi Green Day o ancora di più i Pinhead Gunpowder: sentitevi My Records o High School Dropout e capirete cosa intendo.
Singolone, giustamente scelto dai ragazzi per il video, è Bubblegum: si rallenta un po', gran pezzo strappamutanda e bel ritornello. 
Pezzo migliore del disco, per quanto può contare la mia opinione, è Falling Down. A parte la prova vocale, il pezzo è strutturato in maniera particolare ed originale, con un gran bel ritornello.
Unica pecca, l'acustica The Trick, che spezza in due di netto il disco e che ho fatto un po' fatica a digerire. Per il resto, gran prova. I ragazzi si stan facendo un gran culo a suonare in giro per Italia ed Europa e meritano tutte le attenzioni. 
L'ultima volta che sono passati per Milano, mi hanno pure lavato i piatti. E hanno fraternizzato con la mia bobble-head di Ratzinger come nessuno aveva fatto finora. Normale come l'affetto per Dario, Tommy e Pasquale sia ai suoi massimi. Complimenti ragazzi!


18 giu 2014

Hex Ray Gun - 2014 - Hex Ray Gun


Disco d'esordio per gli Hex Ray Gun, band di Napoli attiva da un annetto nata dalle ceneri di diverse band della scena punk/hc campana come Andy Fag And The Real Men, Radsters e Ultimogiro. I ragazzi ci propongono un EP diretto e senza fronzoli, dove la velocità rappresenta sicuramente il carattere distintivo della band.
In certi passaggi mi ricordano tantissimo i Sugus, in altri i Creeps altre volte un po' i Misfits, quello che è certo è che comunque questi ragazzi sono cresciuti a pane e Ramones,  il che di sicuro è un punto a loro favore.
Legare il punk-rock con il tempo tipico dell'hardcore non è un compito semplice - il rischio di cadere nella banalità è davvero alto - ma sappiamo tutti che i napoletani sono abili a destreggiarsi anche nelle situazioni più difficili e queste 4 schegge impazzite (Obey è il mio pezzo preferito) ne sono la prova.
Sicuramente un full length è il giusto banco di prova per gli Hex Ray Gun, nel frattempo li promuoviamo a pieni voti, dategli un ascolto perchè se lo meritano. Bravi.

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TRACKLIST
01 - Bravo
02 - Obey
03 - Evil Blood
04 - Planet Invasion

BAND
Winchester Ray Gun - bass, vocals
Double P Ray Gun - drums
Macho Ray Gun  - guitar, vocals
Eugenio Maria Pacelli - guitar, vocals

04 giu 2014

The Colvins - 2014 - My Future Will Be Bad


I Colvins, sono un giovane quartetto punk-rock proveniente dalla Sardegna che mi ha contattato mille mesi fa per una recensione; non so per quale particolare motivo ma prima di ascoltare il disco mi stavano già simpatici. Sarà perchè sono nato e cresciuto in posto isolato tanto quanto Monastir e so cosa vuol dire mettersi in gioco, iniziare a suonare un genere "ostico" per le masse e predicare nel deserto. Perchè mi parlò molto bene di loro Diego Bom Prò. O magari perchè sono sotto l'ala protettrice dei Lazy Bones, uno dei migliori gruppi italiani del periodo d'oro degli anni '90. Forse per questo, non lo so.
Dal nome della band mi sarei aspettato che My Future Will Be Bad fosse un disco ramonescore 100% invece, pur mantenendo un legame evidente verso i Fast-Four che si palesa canzone dopo canzone, i ragazzi tendono a strizzare l'occhio più verso i suoni moderni della scuola americana con accordi stoppati, chitarre incastrate con cura e voce super-grintosa. Per darvi un'idea - con le dovute proporzioni - in alcuni passaggi mi ricordano i Retarded di Goes Louder (I'm A Zombie, Very Cool per esempio).
Nonostante qualche passaggio a vuoto, comprensibile in un disco d'esordio, non mancano gli spunti d'interesse che fanno sperare a un futuro roseo per il quartetto sardo, vedi Rock'n' Girlfriend con gli accordi tipici del miglior power-pop, Dogs and Pigs, l'omaggio a Sua Maestà con Johnny's Not Dead e l'aggressiva I Don't Like sono i pezzi che mi hanno convinto già al primo ascolto.
Tirando le somme, I Buy Records promuove i Colvins, dategli una chance.

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TRACKLIST

01 - Intro
02 - I'm a Zombie
03 - Dogs and Pigs
04 - Very Cool
05 - Johnny's Not Dead
06 - I'm Gonna Crazy
07 - Don't Stop My Animal
08 - The World Is Over Here
09 - Makes Me Mad
10 - Rock'n'Girlfriend
11 - I Don't Like
12 - Welcome Into My Game
13 - Memories

BAND
Roberto Pinna - Lead Vocals, Guitar
Andrea Ortu - Guitar Vocals
Alessandro Zanda - Bass
Alessio Schirru - Drums

22 mag 2014

Groezrock 2014 - Quello che Andrea non vi ha detto

Dopo aver guardato con invidia le migliaia di persone che nel corso delle edizioni passate mi avevano raccontato le meraviglie del festival, quest'anno prendiamo quasi last minute la decisione di unirci alla carovana di italiani in partenza destinazione Groezrock; nome caldissimo ovviamente quello degli Screeching Weasel, prima data europea in 27 anni di carriera, uno in più di me. Tenendo conto però del cartellone ricco di band assolutamente da vedere, prendiamo il biglietto per entrambi i giorni e ci mettiamo in macchina alla volta del Belgio. Squadra composta da me (Enri), LaMarty(la ragazza che mi sopporta da cinque anni), Fra Gluesniffer(grande amico e compagno di band dal 2008) e il Mino, uno dei miei migliori amici ormai da quasi dieci anni. Il viaggio è lunghissimo, 9 ore e mezza; incrociamo in Svizzera la macchina composta da Andre, Ame, Lu e Palmina, che ha giurato e spergiurato che Saarbrucken fosse ad un paio di isolati da dove ci trovavamo in quel momento. Ci siamo passati pure noi, ma circa 7 ore dopo.
Alle 2 di notte siamo in albergo, giusto per incontrare uno degli attendenti del festival che, ubriaco a merda, chiede alla receptionist quale sia la sua camera.
GIORNO 1
Sveglia presto, colazione abbondante e via verso il festival. La vera incognita è “che tempo farà?”. Nella mia dabbenaggine in valigia avevo pure dei pantaloni corti...in realtà la temperatura si attesterà circa sui 13 gradi di media durante tutto il festival, se non meno, e girerò costantemente con due giacche.
Incontriamo i primi volti noti e si entra. Alle 12 in punto, prima band, gli svizzeri Astpai. Nonostante l'orario, che qua in Italia non mancheremmo di definire infame, c'è già parecchia gente a vederli e direi che fanno la loro porca figura. Il batterista tiene i crash ad un'altezza vertiginosa e la cosa mi infastidisce alla vista, ma in generale bel concerto. Sui 4 palchi si alternano diverse band senza soste. Mi perdo nell'ordine Atlas Losing Grip, Gameface e buona parte dei Bodyjar, ma mi sposto sotto l'Etnies stage (il palco dedicato alle band “minori”) per i Red City Radio. Prima bomba della giornata: ci saranno almeno 2000 persone sotto il tendone, singalong a manetta, stage diving continuo e una band che di sicuro dal vivo ci sa fare e spacca il culo. Già in apertura con Two notes shy of an octave, brividi. Il top arriva con Two for flinching, con un singalong da brividi. Il gruppo è quasi incredulo e si concede una selfie con il pubblico alle spalle a fine show.
Tempo di una birra e prendo posto sotto al main stage per due delle band che aspettavo con più ansia: Menzingers e Lawrence Arms.
I primi hanno da poco fatto uscire un disco, Rented World, che non mi ha entusiasmato (o non ancora, per lo meno), ma On the impossible past rimane un capolavoro. Dal vivo li adoro, per quanto i pezzi possano essere lenti e puliti, c'è una rabbia e una forza della disperazione di fondo che trovo difficile da spiegare, ma mi esalta. Alternano pezzi dell'ultimo lavoro (I don't wanna be an asshole anymore e In remission) a pezzi più vecchi (Deep sleep, I was born...). Il tendone si riempie pian piano e impazzisce sui pezzi del penultimo album. Chiudono con Obituaries e a quel punto io inizio seriamente ad essere emozionato. Dopo di loro, infatti, suoneranno i Lawrence Arms, la mia band preferita. È la prima volta che li vedo dal vivo e ho un senso di curiosità addosso che mi fa sentire un quindicenne. Mi prendo già bene quando salgono a fare il check.
All'orario prestabilito parte Party in the USA di Miley Cyrus come intro e la band fa il suo ingresso sul palco. Aprono con Chilean district, dall'ultimo album Metropole, poi infilano una sequenza di pezzoni tratti principalmente da Oh Calcutta! (Great Lakes, Recovering the opposable thumb, Cut it up). I suoni, stranamente data la qualità dei live precedenti, sono pessimi e il concerto non fila via proprio liscissimo, c'è qualche inconveniente tecnico e la cosa non è particolarmente gradevole, ma finisco per sbattermene il cazzo. Un paio di pezzi dal disco nuovo (Beautiful things su tutte, capolavoro) e chiudono con Are you there Margareth? It's me God. Sticazzi. Rimane un po' di amaro in bocca per i suoni, ma finisce il concerto e fosse per me suonerebbero ancora mezz'ora minimo, suoni di merda compresi. Tanti scappano a vedere gli Iron Chic, io mi prendo una pausa e faccio un giro al merch, dove riesco a scambiare due parole e fare qualche foto con i Lawrence Arms. Ci concediamo qualche birra e siamo di nuovo sotto il tendone per gli Alkaline Trio. I suoni sono tornati ad essere ottimi e il concerto è una figata. Una buona alternanza di pezzi vecchi e nuovi, Hell yes, Stupid kid, Every thug needs a lady, Time to waste...chiudono con Radio e quasi piango. Grandi.
Dopo di loro si va a pisciare a turno per tenersi il posto sotto al palco per i Descendents. Atteggiamento da veri italioti, dato che il resto della gente fa la spola tranquillamente tra un palco e l'altro, ma tant'è; pure loro salgono sul palco in anticipo, a fare il soundcheck, ed è stato abbastanza strano vedere come un gruppo ai loro livelli non sia circondato da roadie e guitar tech e cazzi vari. Tempo mezz'ora e i Descendents sono sul palco, vecchissimi ma in forma smagliante. Aprono con Everything sucks e Hope in rapida sequenza, poi anche in questo caso si pesca un po' da tutte le uscite. Il pubblico è scatenato ma chi si diverte davvero, in maniera genuina, è la band stessa. 4 amici che si ritrovano sul palco per l'ennesima volta in 32 anni e hanno ancora voglia di spaccare tutto. Fanno Silly girl, Nothing with you, Kabuki girl, Thank you. Manca solo We per raggiungere la perfezione, ma ci accontentiamo. Fino a questo momento, e lo rimarrà dopo la delusione NOFX (spoiler!), miglior live della giornata.
A questo punto ceniamo vegan e iniziamo ad accusare viaggio e giornata. Cerchiamo un posto a sedere mentre l'area inizia pericolosamente a ricordare alcune zone di Corsico, in termini di degrado, ma con più ubriachi. Beviamo qualche birra pure noi insieme alla crew trentina per non sentirci fuori luogo e ci prepariamo a vedere i NOFX. Per il ventennale di Punk in drublic, la band dovrebbe eseguirlo tutto, cosa che farà, ma alternando i pezzi, in ordine casuale, con i soliti interminabili monologhi che, vuoi la stanchezza, vuoi il pienone mai visto e vuoi anche che ormai sarà la decima volta che li vedo, iniziano a rompermi i coglioni da morire. Abbandono il tendone a metà show e me li sento da fuori. Il commento migliore per il concerto me lo regala Fra alla fine: “Stasera non c'avevano voglia.” e, data la performance con qualche stop e inizi dei pezzi zoppicanti, non c'è riassunto migliore. Chiudono con la cover di Tony Sly.
Ci mettiamo in coda e usciamo, per le 2 siamo a letto che domani si ricomincia.
GIORNO 2
Sveglia un po' più tarda del giorno precedente, solita colazione da turista (piatto pieno e più giri al banco per ammortizzare i prezzi) e ci si rimette in macchina. Tardiamo un po' e perdiamo i primi dieci minuti dei Get Dead, una delle ultime uscite Fat Wreck. Un po' Clash, uno po' Dropkick Murphys e sono abbastanza divertenti, ma tenendo conto che li vedrò in Italia a breve mi sposto sotto l'Etnies Stage per vedere i Priceduifkes. Rimango a bocca aperta nel vedere che il tendone è pieno zeppo, non riesco nemmeno ad entrare praticamente. Sotto il palco la gente si ammazza, stage diving e salti mortali. Sorrido perchè penso ai loro concerti che ho organizzato io, al Blue Rose davanti a 50 persone quando è andata bene. Loro, come sempre, sparano un concerto fenomenale e si meritano tutto questo. A breve saranno in tour in America con Direct Hit! e Masked Intruder, mica pizza e fichi. Corro di nuovo al Main per gli Elway. Aprono con Whispers in a shot glass, preannunciata dalla strofa di Colorado, poi procedono pescando qua e là tra Leavetaking e l'album precedente. Bel concerto e simpatici loro, in particolare il cantante che, quasi intimidito, dice “questo è di gran lunga il palco più grande in cui abbiamo mai suonato”. Tra parentesi, a parte i 35 minuti trascorsi sul palco, passeranno gran parte delle due giornate ad ubriacarsi al proprio banchetto del merch, dove il cantante improvviserà anche un live acustico (e la sera dopo spaccherà, per qualche motivo, una bottiglia di vino dentro una delle sue scarpe).
Decidiamo di pranzare subito dopo, perdendoci Smith Street Band e Fabulous Disaster. Alle 15 siamo però di nuovo al Main, pronti per il live dei Casualties, al quale arrivo con un po' di curiosità ma anche parecchia sufficienza, non aspettandomi granchè. Sticazzi, mi sono dovuto ricredere. Dopo Descendents e Weasel (spoiler #2), il terzo miglior live dei due giorni. Loro suonano da Dio, hanno un tiro eccezionale e Jorge, per quanto non faccia delle doti canore il suo stile di vita, ha un carisma unico. Su Punk rock love mi stava sfuggendo qualche lacrima, giuro. Finale davvero da brividi sulla schiena: super singalong su We are all we have, la band suona l'ultimo accordo e se ne va; il pubblico inizia a sfollare e ad un certo punto l'intero tendone (ad occhio e croce non meno di 5000 persone) riparte in coro “Whoooooo, we are all we have tonite!Whooo....”. Non voglio essere retorico, ma un coro così significa molto di più di quanto non sembri, in una cornice del genere.
Subito dopo il Main Stage accoglie i punx locali Funeral Dress, altra vecchia conoscenza dei patiti di street punk. Non me li voglio perdere e prendo posto. Aprono con il tema di Die Hards, poi avanti con anthemoni tipo The pogo never stops e altri. Momento clou sono gli ultimi dieci minuti di concerto: il cantante fomenta il pubblico intonando il ritornello “party on, party on, party on” e l'intero tendone risponde con un singalong pazzesco; citando un adagio tanto caro agli over 35, solo chi c'era può capire. Live divertentissimo, non ai livelli dei Casualties ma più che dignitoso.
Faccio un giro al merch delle band e compro un comodissimo koozie degli Elway, per cui verrò deriso fino a quando non inizierà a fare veramente freddo e a quel punto mi vendico di tutte le angherie subite reggendo tranquillamente numerose birre senza perdere l'uso delle dita. L'operazione e le successive birre mi portano a rinunciare agli Snuff. Gli All invece non mi hanno mai fatto impazzire, però iniziamo a posizionarci sotto il palco in vista degli SW. Il loro live è una mattonata sul cazzo, nel vero senso della parola. Salvo solo Carry you e She's my ex, per il resto resisto solo per tenermi il posto in transenna.
Screeching Weasel time! In prima fila si parla praticamente solo italiano con diversi accenti; faccio partire qualche coro simpa tipo “dai Ben Weasel tiraci un cartone” “dai Ben Weasel picchiami LaMarty” e soprattutto “Fabio Poma dov'è?” (Fabio si è perso il concerto dei Weasel perchè dormiva...). Viene issato lo striscione del Bucchio e iniziamo a pensare che, forse, sta per succedere veramente. In effetti Ben Weasel fa il suo ingresso e impazziamo un po' tutti. Apre con I'm gonna strangle you, prosegue con Slogans e Queen Kong. La scaletta ormai si sa a memoria, io di memoria ne ho poca e mi limito a riportare qualche pezzone in ordine sparso: Guest list, My brain hurts, Cindy's on methadone, Veronica Hates me, Hey Suburbia, My right, Dingbat. Il tutto completato da una marchettona Ben Weasel style della Monster Energy Drink (sponsor ufficiale del festival), che a quanto pare favorirebbe la ricrescita dei capelli e lo sviluppo dei testicoli, nonché da un lungo discorso sulla scena punk rock (mi ha fatto morire la dedica “a tutti i ragazzi e a tutte le band di Fat Wreck Chords”) prima della conclusiva Cool kids. Un live della madonna, tirato e con poche pause. Ci ha già informati, gentilmente, che a meno di essere strapagato non tornerà in questa costosa terra di ciclisti per cui, se ve lo siete persi, fatevi dare 100 lire e andate in America perchè sarà pure uno stronzo, ma è uno stronzo che ne sa a pacchi.
Per tanti il festival finisce qui. Sul Main Stage si succedono New Found Glory che non mi sono mai piaciuti e gli Hives, di cui vedo solo pochi minuti; anche loro non sono mai stati in cima alla mia playlist e passo. Chi non mi voglio perdere, anche solo per curiosità, sono gli Offspring. Anche loro festeggiano un ventennale, quello di Smash. Rispetto ai NOFX, però, mostrano di “avere voglia” e fanno un concerto divertentissimo. Suonano tutto Smash in maniera impeccabile (l'impressione generale è che tutto fosse troppo perfetto per essere completamente vero, ma tant'è...) e chiudono la prima parte con Self esteem. Parentesi: da anni gli Offspring non mi hanno più entusiasmato per nulla, anzi. Ma Smash è qualcosa in più di un album per quanto mi riguarda; anno 1999, scambio di cassette pirata per posta con un amico del mare, Samuele. Un giorno, nella busta imbottita trovo Smash e, nei mesi successivi, la consumo letteralmente. A distanza di 15 anni, ricordavo ancora praticamente tutti i pezzi a memoria. Più che un concerto, un salto indietro nel tempo. Pausa con Intermission in sottofondo, dopodichè altri venti minuti con una sequela di singoli dal 1997 ad oggi, a partire da All I want fino ad arrivare alle più recenti Pretty fly e Why don't you get a job?. Chiudono con The kids aren't alright, se non vado errato. Paura.
All'1.30 circa ci concediamo un'ultima birra e salutiamo il Groezrock con parecchia malinconia.
Ringrazio davvero tutti gli amici incontrati durante i due giorni di festival. Sapete chi siete, dalla Toscana a Trento, da Milano a Rotterdam. We are all we have tonite.