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15 set 2014

The Manges - 2014 - All Is Well



Mea Culpa. Vorrei inginocchiarmi sui ceci e prendermi a schiaffi da solo per aver fatto passare così tanto tempo prima di scrivere questa recensione. All Is Well è uscito da un sacco di mesi.. e..ho aspettato tanto prima di scrivere due righe. Un po' per impegni, un po' perchè fondamentalmente sono un cazzaro.
All Is Well è l'ennesima fatica dei Manges, uscita per Monstero Zero, It's Alive e Dumb Records. Insomma le migliori label nel panorama. Di questo disco ormai se ne è parlato già abbastanza, e di sicuro la mia recensione non sarà una sorpresa. In ogni caso, ci tenevo a dire la mia.
Il nuovo disco dei Manges, spacca. I Manges si sono re-inventati. Potevano fare un nuovo album uguale a Go Down oppure Bad Juju e fare contenti tutti a prescindere, invece hanno cercato una via nuova ( per divertimento o stimoli non importa) e se il campo dell'innovazione nel punk-rock è seminato di mine anti-uomo, affidandosi ad Hervè dei Peawees il quartetto spezzino ha trovato probabilmente l'unica strada percorribile per essere "promossi" dalla "scena punk-rock", che sappiamo tutti essere molto aperta alle novità.
Non nascondo che già al primo accordo, sono rimasto un po' spiazzato da questo sound un po' sixties Pre-Ramones (o proto-punk o come cazzo si chiama) che non suona proprio "alla Manges"... ma già al secondo ascolto All Is Well mi ha conquistato, perchè suona spontaneo, perchè suona fresco e soprattutto perchè è divertente.
I Manges riescono a colpirci ancora una volta coverizzando I Tried To Die Young (oh, io Melanie Safka non la conoscevo affatto) e infilando una serie di pezzi fantastici come My Bad, Plan Honululu, Don't Screw Up The Formula, Lone Commando (All is Well)  destinati a finire tra i classici della band, spiazzano tutti ancora una volta e conquistano i nostri cuori.
E se siete tra quelli preoccupati per il gain delle chitarre, state tranquilli che dal vivo come al solito ci fanno il culo in quattro.
Se ancora non hai comprato All is Well, rimedia, sei ancora in tempo. Adios.

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TRACKLIST

01 - Crocodile In My Head
02 - My Bad
03 - Plan Honolulu
04 - Love Is A Disease
05 - Panic At The Ice Rink
06 - Don’t Screw Up The Formula
07 - Don't Bet On Me
08 - I Tried To Die Young
09 - Topolinia
10 - Secret Agent Super Dragon
11 - I Just Wanna Make You Cry
12 - Lone Commando (All Is Well)



BAND

Andrea: lead vocals, rhythm guitars, lead guitar on “Topolinia”
Mass: bass, backing vocals, lead vocals on “Secret Agent Super Dragon”
Manuel: drums
Mayo: lead and rhythm guitars, backing vocals

Hervé Peroncini: additional guitars, percussions, backing vocals
Pierluigi Ballari: organ, piano
Bruno Barcella: percussions

20 gen 2014

The Manges - 2013 - Everything Released On 7''s 93-13


Il mese scorso in Brianza, a due passi da Milano, si è tenuto il release party di Everything Released on 7'' 93-13, ovviamente noi non potevamo mancare e senza battere ciglio abbiamo presenziato e goduto di un live come al solito spettacolare, e quindi acquistato il nuovo cofanetto dei Manges.
Come già intuibile dal nome si tratta di un box celebrativo, uscito per la Otis Recordings, che raccoglie tutti i brani pubblicati su 7'' in 20 di carriera dei paladini del punk rock made in Italy.
Lo shock iniziale dei 40 Euro è stato ampiamente superato non appena ho aperto il cofanetto: edizione limitata numerata a mano (solo 333 copie), 3 LP, un libretto a colori, un poster, una foto, una toppa della Manges Army, due adesivi, una stampa di un disegno di Manuel e il codice per il download.
Calcolatrice alla mano, non ci vuole tanto a capire che è un prezzo decisamente onesto per tutto il materiale che c'è dentro.  Poi che devo dire di più... a me queste "nerdate" piacciono e non poco e soldi a cazzate ne spendiamo un po' tutti... secondo il mio parere questi rientrano tra quelli spesi bene per un oggetto curato nei minimi dettagli e che sicuramente rappresenta un valore aggiunto per ogni collezione.
I pezzi sono stati rimasterizzati da Justin Perkins dando nuova linfa principalmente alle canzoni dei primi 7'': chiaramente niente di rivoluzionario, si tratta di qualche ritocchino nei cori e nei livelli ma senza dubbio è stato effettuato un gran lavoro di "pulizia" riducendo al minimo quel rumore tipico delle registrazioni degli anni '90 che ormai non siamo più abituati ad ascoltare.
Per il resto chi conosce e segue da tempo i Manges sa già cosa aspettarsi da questa raccolta. 54 (!!!) canzoni con il chiodo fisso Ramones che ripercorrono la loro carriera e che puzzano di sudore e sacrifici, di tante ore in sala prove, di birrette, di scorrazzate per l'Europa e gli States e di tanta tanta gavetta prima di raggiungere il meritato successo.
Tutto di un fiato gli spezzini ci mostrano i loro progressi 7'' dopo 7'' (circa una ventina!): melodie sempre più chiare e orecchiabili, la pronuncia inglese che migliora canzone dopo canzone, la batteria che diventa sempre più veloce e potente e le linee di basso sempre più precise fino a giungere al culmine della maturità al terzo LP dove ormai i ragazzi hanno acquisito un sound consolidato, personale e maturo.
Insomma un trionfo della costanza, dell'impegno e della devozione alla causa da parte di questi ragazzi che sono riusciti a ritagliarsi una grossa fetta nel mondo del punk rock. D'altra parte se gli Screeching Weasel fanno una tua cover (I Will Always Do, se non lo sapevi sei un pollo!), se i Queers ci fanno uno split e il buon vecchio Joe canta un pezzo per loro (You Don’t Wanna Be Like Me) e soprattutto se Dee Dee ha indossato la maglia della tua band vuol dire che meriti davvero tanta stima.
Non mi resta che augurare almeno altri 20 anni di successi alla band e aspettare con ansia il nuovo album che dovrebbe uscire in primavera; nel frattempo procuratevi questo box-set direttamente dallo Striped Shop di Andrea che certamente andrà in sold-out in tempi brevi.  

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TRACKLIST:

01 - Bop Bop Bop
02 - Another Love Song For Lucy
03 - Be Alone
04 - Do My Stuff
05 - Spoilt Boy Commie
06 - Broken Shoe
07 - S.O.S. I’m In Love
08 - I Wanna Be A Cunningham
09 - Only You Are The Girl Who Hits The Gas
10 - Frankie And Johnny
11 - She’s A Punk
12 - Coke Vending Machine
13 - Oh, Mary
14 - My Only Friend Is Dee Dee Ramone
15 - Break Up Your Radio
16 - Summer’s Gone
17 - Ruin myself With Road To Ruin
18 - Teenangel
19 - I Hate You, David
20 - Melissa Is A Rockabilly Rebel
21 - Time Bomb
22 - The Only Cool Girl In Ladbroke Grove
23 - We Are The Manges And You Suck!
24 - Fanatico Di Rock And Roll
25 - Behind The 8-Ball
26 - Munster Beat
27 - Dunkin’ Donna
28 - I Will Always Do
29 - Mandy
30 - Breakdown
31 - Summertime
32 - Barrage Of Hate
33 - Havana Affair
34 - Joey’s Song
35 - Elvis Has Left The Building
36 - The Goonies ‘R' Good Enough
37 - Vengeance Is Mine
38 - Now I Wanna Be A Good Boy
39 - Wake Up Screaming
40 - Raining
41 - Dune Buggy
42 - Flying Through The Air
43 - Bulldozer
44 - In The Middle Of All That Trouble Again
45 - Duck And Cover
46 - Bad Brain
47 - You Don’t Wanna Be Like Me
48 - Hit The Punchball
49 - These Tears May Belong To Your Eyes
50 - Uncle Walt
51 - Bad Juju
52 - Sri Lanka
53 - It’s All Over You Know
54 - Go Mental

BAND:
Andrea - Vocals/Guitar
Mass - Bass/Backing Vocals
Manuel - Drums
Mayo - Guitar (since 2011)

Past Members:
Hervè - Guitar (1994-1995)
Walter - Guitar (1996)
Max - Guitar (1996-2000)
Matteo - (2001-2005)
Jughead - (2002)
Richie (2005-2011)

17 mag 2013

The Queers + Accelerators - 09.05.2013 - Live @ Spazio 4 (Piacenza)

Joe Queer!
I Queers sono una droga. Anzi sono LA droga, stop.
Vorrei terminare così senza aggiungere altro, ma scriverò lo stesso due righe. Puoi ascoltarli (e devi canticchiarli) a casa, al mare, al lavoro, in macchina, in metro, sotto la doccia.... e non stancartene mai. Puoi mettere in loop la stessa canzone 200 volte e non ti passerà minimamente per la testa di essere un ritardato, anzi ti senti ritardato e sei pure felice di esserlo.
Chi ha avuto modo di vedere i Queers almeno una volta può capire quello che sto cercando di dire. Li avrò visti una decina di volte ed è sempre una bella festa. Una grande festa, anche se non c'era proprio tanta gente come mi aspettavo.
Comunque, facciamo un passo indietro e parlerò prima degli Accelerators. Non me ne vogliano ma non mi piacciono. Non suonano affatto male,  ma non mi dicono niente... mi hanno lasciato totalmente indifferente, al contrario di molti invece che li hanno seguiti in maniera interessata. Meglio così.
Cambio di palco ed è il turno dei Queers.A dire il vero, è più un Joe Queer & Friends, visto che per problemi last-minute sia Dangerous Dave che Lurch hanno dovuto paccare; il vecchio Joe si è trovato così costretto ad improvvisare una backing band con al basso il nostro Mass dei Manges e alla batteria un giovanotto (non so se suona in qualche altra band) che se la porterà davvero molto bene.  Tutto sommato, l'esibizione non è stata proprio perfetta visto che c'è stato qualche errore, ma vista la situazione estrema direi che è  più che comprensibile. Avessero scorreggiato a cappella per 50 minuti avrei goduto ugualmente. La scaletta  è in pratica sempre la stessa da almeno 10 anni ma va bene così.
Solo amore per l'ultimo vero punk-rocker.
L'eroico Mass Manges e il misterioso giovane batterista
I pezzi in ordine più o meno sparso sono stati: You're Trippin, This place sucks (due volte), Punk Rock Girls, I Hate Everything, Don't Back Down, S.L.U.G., Born To Do Dishes, Love Love Love, Kicked Out Of The Webelos, Wimpy Drives Through Harlem ( con Chris Polecat alla voce ), White Minority, Fuck This World, Debra Jean, I Want Cunt, Hi Mom it's Me, Cindy's On Methadone (momento di delirio collettivo), Granola Head, Noodle Brain, Definitely ( a memoria mi sembra sia la prima volta che l'ho sentita suonare), Girl About Town, See You Later Fuckface, Like A Parasite.
Potevano mancare i Ramones? Direi proprio di no, quindi sale sul palco Andrea Manges e si parte a bomba con Cretin Hop e Sheena's a Punk Rocker, infine  I  Wanna Be Sedated di nuovo con Chris Polecat al basso/voce questa volta. Chiusura definitiva con Tulu Is A Wimp Monster Zero, felici e contenti si rientra a casa.
Un applauso particolare all'eroico Mass Manges,  che in soli 3 giorni si è dovuto imparare 40 canzoni: era visibilmente in tensione ma ha onorato più che alla grande la serata. D'altra parte come avrebbe potuto dire di no? 
Lunga vita a Joe Queer!
















The Queers feat. Andrea Manges
















The Queers feat. Chris Polecat

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29 apr 2013

Interview with Andrea Manges

Continuiamo la serie delle nostre interviste: questa volta la "vittima" di turno è Andrea, cantante/chitarrista dei The Manges, ma anche fondatore dei Veterans. In vista delle prossime uscite della sua seconda band - o meglio studio-project - abbiamo deciso di contattarlo per scambiare qualche chiacchiera. Buona lettura!

[ANDREA] - Aloha Andrea, come stai? All's Quiet on the Eastern Front?
[ANDREA MANGES] - Bene, grazie. Mi tengo impegnato!


[A] - Dopo diversi anni di silenzio, finalmente nuovo materiale targato Veterans. Che cosa possiamo aspettarci da questi due nuovi 7''?
[AM] - Abbiamo 4 nuove canzoni pronte! Dalle prossime uscite, ci sarà sempre più alternative rock, pop e ogni genere di influenze. Questi 4 nuovi pezzi sono forse un pochino più punk, ma c'è comunque una cover di Jan & Dean, e direi che come stile non ci siamo allontanati molto dal nostro primo disco.

The Veterans in studio
[A] - Qual è la line-up? Anche questa volta ci saranno ospiti "illustri"?
[AM] - In studio siamo andati io e Alex che siamo quelli che hanno il progetto in mano, con Toro, lo stesso batterista di sempre, perchè è bravissimo ed è un amico. Al basso abbiamo pensato di chiamare Ally dei Teenage Bubblegums perchè abbiamo lavorato con il suo gruppo e ci siamo trovati molto bene con lei. Ospiti illustri alle chitarre soliste Stefanino dei Tough e Gardo degli PsychoSurfers. Poi c'è Perry Leenhouts, il cantante dei Travoltas, che ci ha fatto l'onore di mettere i suoi cori su 3 canzoni. Il progetto Veterans deve molto ai Travoltas, non ci vuole molto a capirlo, per cui per noi la partecipazione di Perry ha un significato importante.


[A] - La grande novità è stata il ricorso al Crowdfunding. Come è nata questa idea? Puoi spiegarci in breve come funziona Musicraiser?
[AM] - Mi piace provare cosa nuove, mi piaceva il fatto che noi della band avremmo avuto il controllo totale del progetto, dallo scrivere le canzoni a spedire i pacchetti con i dischi e il merchandise. Musicraiser funziona come KickStarter o altri siti di crowdfunding, ma è specifico per la musica ed è un sito nato in Italia. Se approvano il tuo progetto, hai un certo periodo di tempo per farti supportare e se raggiungi l'obbiettivo ti danno i soldi per realizzare il progetto, mentre se fallisci ciascuno si riprende i suoi. Tutto o niente. Noi ci siamo pagati una buona parte della stampa di due 7" e del merchandise. Ovviamente chi ti supporta viene ricompensato con dischi, merchandise, o altre "ricompense" che stabilisce l'artista. Noi siamo stati sul semplice e per lo più abbiamo fatto una prevendita un po' più originale del solito.

[A] - Ho letto molti articoli polemici del tipo: crowfunding = elemosina. Per piccole-medie realtà (come potrebbero essere i Veterans) si tratta di un preziosissimo strumento; trovo però ridicolo il ricorso "esasperato" e l'uso indiscriminato da parte di altri artisti, anche di un certo spessore, che offrono addirittura una videochiamata su Skype oppure un esclusivo aperitivo... Cosa ne pensi?

Andrea Manges in Wisconsin
[AM] -
La penso come te, e infatti ho evitato di inserire nel progetto "ricompense" così sputtanate o di cattivo gusto. Non lo so se il crowdfunding è il futuro per la musica indipendente, ma oggi è uno dei tanti sistemi disponibili grazie al web, e noi l'abbiamo impostato molto sulle logiche del vecchio DIY, rivolgendoci direttamente ai fan ma anche a piccole etichette e distributori che sono la base della nostra scena. Alla fine con la massima trasparenza una label Finlandese ha comprato uno dei pacchetti che avevo predisposto e con una spesa ragionevole si ritrova ad essere l'unica label a mettere il logo su due nostri dischi. E noi abbiamo il controllo totale e molte copie già distribuite.


[A] - Mettersi in discussione e affidarsi completamente ai fan poteva rivelarsi un flop ma è stato un bel successo: diversi Raisers da tutto il mondo hanno supportato il progetto, consentendo di raggiungere il 116% della somma prefissata. Sei soddisfatto? Cosa sarebbe successo nel caso in cui non fosse stata raggiunta la somma? I brani sarebbero finiti nel dimenticatoio?
[AM] - Sicuramente siamo soddisfatti, molto felici della fiducia che ci hanno dimostrato così tante persone... del resto la paura di non farcela c'era. E' stato veramente bello perchè mentre promuovevamo musicraiser siamo stati in contatto con un sacco di amici. Molte label interessate sono state frenate dal fatto di non poter avere i dischi "in esclusiva" per loro, e posso capirlo visto che il mercato è così ristretto ormai. Trovarsi in mano troppe copie di un disco che è già stato ordinato da molta gente direttamente al gruppo può essere un rischio. Se il crowdfunding fosse andato male, avrei dato i pezzi comunque a qualche etichetta (ce ne erano di interessate) o avrei fatto uscire io direttamente i singoli. Mi sarebbe dispiaciuto non far uscire le canzoni, alla fine il succo era quello, eh.

Manges - Live in Tokio

[A] - Ultime domande riguardo i tuoi side-projects: ci sarà occasione nel futuro di nuovi concerti con la tribute band It's Alive? Qualche possibilità di vedere dal vivo i Veterans? ( ok, è una domanda che ti hanno fatto 1000 volte, ma per dover di cronaca... tocca pure a me)
[AM] - It's Alive, non saprei... sia noi Manges che Hervè siamo sempre molto impegnati e la cover band è bella in quanto piccolo "happening" per noi, ma fare cover a tempo pieno mi pare un po' da sfigati. I Veterans non sono una vera e propria band, li vedo più come un progetto da studio al quale far partecipare musicisti diversi ogni volta, fermo restando la "regia" da parte mia e di Alex. E no, per il momento non esiste alcun progetto di metter su una formazione per suonare live. Ma mi piacerebbe continuare a far uscire musica e merchandise.


[A] - Personalmente ho un rapporto di amore/odio con le label visto che a "lavorare con passione e attitudine" - pur vero tra mille difficoltà - sono rimasti davvero in pochi. Tra crowdfunding e STRIPED punk rock shop, pensi che i Manges abbiano davvero bisogno di una label per i successivi lavori?

Manges - Live in Chicago
[AM] - Spesso rimaniamo delusi dalle labels con cui lavoriamo, e stiamo accentrando sempre di più gli affari dei Manges nelle nostre mani (ad esempio ci stiamo svincolando dal contratto con la Kid Tested per riprenderci "Rocket To You"), ma per fare le cose bene c'è sempre bisogno di un po' di supporto. I Veterans hanno un pubblico limitato ma gestirli è comunque un grosso sforzo. Per i Manges, certo siamo in grado di produrci e distribuirci da soli ad ogni livello, Striped va molto bene, ma non escludo che lavoreremo con altre label in futuro.

[A] - Dalla prima demo allo split con gli Apers: vent'anni ricchi di dischi, concerti, tour e tante soddisfazioni che vi ha portato ad essere, senza dubbio, i portavoce del punk rock italiano nel resto del mondo. Oltre a un' ecomiabile dedizione alla causa, quali pensi possano essere stati gli episodi chiave che hanno dato la "svolta" alla vostra carriera? C'è stato un momento, invece, in cui hai pensato che l'avventura con i Manges stesse per terminare?

[AM] - Eh sì, sono vent'anni adesso. Beh noi nel 1993 onestamente eravamo molto giovani, 16/18 anni, e nella scena eravamo marginali anche se siamo stati tra i primi a essere notati e far uscire sette pollici e altro. Siamo stati fortunati perchè il pop punk è esploso poco dopo che abbiamo iniziato i Manges, ma ci siamo ritrovati già fin troppa attenzione addosso quando ancora stavamo imparando a suonare. Credo che dal 1996 in poi, e ancora più marcatamente dal 1997 quando siamo tornati da Londra, abbiamo iniziato a distinguerci e influenzare un po' anche le altre bands Italiane. Poi la scelta di stare ai margini della scena e non provare a inserirci nel giro dei "pesci grossi" ha pagato molti anni dopo in termini di coerenza e rispetto da parte della scena. 
Manges in azione!
Siamo anche stati fortunati a essere coverizzati dagli Screeching Weasel nel 2000 e comunque ad avere un sacco di simpatizzanti all'estero. E' anche vero che siamo sbattuti e lanciati in giro per Europa e USA, lasciandoci alle spalle lavori e sicurezze, per cui ce lo siamo anche un po' meritati. Qualche volta abbiamo avuto l'impressione che si stesse per finire, ma in realtà adesso non credo che smetteremo presto. Ormai siamo una famiglia, e la passione per scrivere canzoni, inventare storie, parlare di musica, libri, film e viaggiare insieme non ci passa più. Stiamo scrivendo un nuovo album proprio in questi mesi, per cui mi sento parte di un gruppo in palla, non è nessuna reunion, non ci siamo mai fermati. A differenza di altre bands abbiamo tenuto il ritmo basso e costante e così non siamo mai scoppiati. Adesso guardando indietro 20 anni sembrano tantissimi ma non è stato difficile, sono solo passati molto in fretta.


[A] - L'anno scorso siete stati in tour per la prima volta in Giappone. Ci puoi parlare un po' di questa esperienza? Che differenze hai notato tra la loro "scena" e quella italiana/europea? Qualche gruppo nipponico da consigliarci che ti è particolarmente piaciuto?
[AM] - E' stato uno dei viaggi più belli della mia vita e di sicuro se non ci fossi andato con i Manges, dubito che me lo sarei potuto mai permettere.
Manges + Kevin Apers - Live in Osaka
La scena Giapponese è sicuramente vivace e ben organizzata, non enorme ma noi da headliners abbiamo avuto piccoli locali sempre pieni e questo ci basta e avanza.
Non sapevo molto del Giappone per cui credevo fossero più "globalizzati", in realtà ho imparato che loro hanno la loro cultura ed è molto forte, quindi guardano con attenzione e passione all'occidente, alla musica e allo stile, ma lo filtrano sempre dal punto di vista di un mondo diversissimo dal nostro. Stare là è una sorpresa e un'assurdità continua, e dopo il mio ritorno ci ho messo molto a "togliermi di dosso" quel viaggio. I gruppi "alla Ramones" sono quelli con cui abbiamo suonato più volte, SoCho Pistons, Idaho Rainys, Disgusteens, Kingons... ce ne sono molti di buoni. La serata più bella è stata quella per il loro Ramones Fan Club.. abbiamo suonato solo cover dei Ramones... un successo. 

[A] - Negli ultimi anni hai collaborato come produttore con i Kill That Girl, Teenage Bubblegums e con i Ponches. Come ti trovi in questa inedita posizione dietro le quinte? Pensi che ci possa essere per te un futuro anche in questo ruolo?
[AM] - Ho prodotto Kill That Girl e Teenage Bubblegums ed entrambi credo abbiano fatto dischi migliori dei loro precedenti per cui credo di aver lavorato bene anche se non sono molto esperto in quel ruolo. I Ponches li ha sì registrati Alex ma artisticamente si sono prodotti da soli. Io gli ho dato una mano, pochi consigli, scritto un testo e cantato qualcosina. E' stato un onore. Mi piacerebbe molto se potessi farlo ancora, ma ci vuole tempo per dedicarsi a certe cose e, non essendo certo possibile farne un lavoro, dovrò scegliere di usare il tempo per i Manges o casomai i Veterans. Poi se ricapitasse l'occasione di lavorare con altri gruppi, vedrò.

[A] - Quali sono i dischi che stai ascoltando di più? Per molti sono il gruppo più fico degli ultimi anni.. ad altri fanno letteralmente schifo: una cosa è certa, i Masked Intruder sono il gruppo più chiacchierato del momento, tu cosa ne pensi?
[AM] - Ascolto molta roba vecchia e poco punk. I Masked Intruder non mi hanno colpito, anzi. Credo siano un buon gruppo, niente di speciale, più che altro non mi spiego come mai tutti van fuori di testa per loro. Oh, va bene così.

[A] - Come di consueto ai nostri ospiti, facciamo una domanda sui Ramones. Immagina di essere nuovamente un teenager, conosci una ragazza ma è una grandissima peccatrice e non conosce i Ramones ("Chi sono? Ah, pensavo fosse un'azienda che fa polpette, sughi e gelati! Se non sbaglio ho visto anche una maglia da H&M!" ). Ti offri quindi di prepararle un cd (o meglio una cassetta) per conquistare il suo cuore e colmare questa gravissima lacuna. Quale sarebbe la track-list ideale?

Manges = Happy Family!
[AM] - Anche da teenager comunque mi piacevano ragazze che chi erano i Ramones già lo sapevano! Se proprio non ne ha idea è impossibile spiegare da zero tutta la storia e la filosofia. Fai meglio ad assecondarla e dire "Sì, quelli del ragù, vieni a cena che facciamo gli spaghetti al sugo di Marky". Comunque vero, facevamo cassette, non ancora cd. Troppo difficile adesso fare una tracklist, ma posso dirti che tra i pezzi romantici andavo matto per "She Belongs To Me", quella pop su Animal Boy. Sicuramente ci avrei messo quella.

[A] - Prima di concludere l'intervista e farti le ultimissime domande, vorremmo ringraziarti per essere stato così gentile e disponibile con noi! Hai qualche news da darci in anteprima? Pensi che se lanciassimo una campagna con Musicraiser riusciremo a portare, un giorno, gli Screeching Weasel in Italia? :)
[AM] - Hey grazie a voi! Non abbiamo niente di sicuro ma come ti ho detto, stiamo scrivendo un nuovo album quindi qualcosa più avanti spero che succeda! Per lo meno andare a registrare! Poi stiamo fissando qualche data in Italia e all'estero per autunno ma ancora niente di confermato. Gli SW spero che prima o poi verranno... noi a Ben Weasel lo abbiamo sempre detto che siamo in tanti a volerli vedere qui.

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27 ott 2012

The Ponches - 2012 - The Long Goodbye



In occasione del centesimo concerto dei Tough del 21 Settembre, obbligatoriamente ci si è organizzati con una bella macchinata direzione Piacenza vista l'occasione proprio ghiotta: si festeggiano i Tough, ma suonano anche i Ponches.
Ho ascoltato qualche pezzo su youtube e letto diverse recensioni fidate con verdetto pressocchè unanime sia per lo split con Johnny Terrien and the Bad Lieutenants (ne parlerò più avanti) che per "The Long Goodbye": ci sono quindi tutti i presupposti per fare spesa al banchetto dei Ponches.

Mettici pure che si parla un gran bene di questi ragazzi e la curiosità raggiunge livelli stellari, mea culpa non averli mai visti dal vivo prima perchè oltre a suonare veramente bene, hanno dei pezzi strepitosi e questo bel CD ne è proprio la prova!
La grafica del cd - realizzata da Tony Kelvin, bassista della band - è semplice ma ben curata nei dettagli e oltre a una simpatica personalizzazione del logo della Monster Zero versione astronauta, c'è tutto quello che ci deve essere in un libretto: testi (Dee Dee benedica ogni band che li mette!), crediti, ringraziamenti, e anche una foto del gruppo.

I 4 torinesi, sotto l'ala prottetrice di Andrea Manges (ospite in due canzoni), sparano 12 pezzi in 20 minuti  davvero eccellenti: il sound della band è palesemente influenzato dai Manges, una delle mie band preferite in assoluto ma, attenzione, qui non stiamo parlando di un banale scimmiottamento; assimilata la lezione spezzina i ragazzi esprimono la propria creatività sviluppando un proprio sound con risultati davvero notevoli. Permettetemi il termine, ecco a voi il primo caso perfettamente riuscito di mangescore!
I brani, tutti decisamente veloci, si susseguono con ritornelli super-catchy e "poppettosi" e dopo 2-3 ascolti non mi è affatto venuto difficile canticchiare qualche canzone come "Easy Come Easy Go", "Star Wars Inside Me" (la sola citazione di Star Wars mi fa perdere obiettività), "It's all up to you" e "Korean Ship On The Horizon" che a mio avviso sono tra i pezzi migliori.
Curiosa e ben riuscita anche la cover You Ain't Seen Nothing Yet  : dimezzata la durata e forgiata su una struttura essenziale (quel balbettìo è troppo fico!) il pezzo ha assunto la caratteristiche di un vero e proprio brano punk-rock; per come la vedo io, se è necessario mettere una cover in un album, molto meglio una interpretazione come hanno fatto loro, anziché il solito brano dei Ramones che tanto sarà sempre imparagonabile con l'originale.
E chi se ne frega se la pronuncia a volte non è impeccabile, questo è un disco che bisogna a tutti i costi avere, c'è poco da aggiungere.
Accattativillo che difficilmente resterete delusi!

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TRACKLIST
01 - The 13th Round
02 - Easy Come Easy Go (feat. Andrea Manges)
03 - Casablanca Cafè
04 - It's All Up To You
05 - Ferriera Beach
06 - Korean Ships On The Horizon (feat. Andrea Manges)
07 - Star Wars Inside Me
08 - You Ain't Seen Nothing Yet (Bachman–Turner Overdrive)
09 - The Girl On The Telephone
10 - Not Fine
11 - Sleeping
12 - The Long Goodbye


LINE-UP

Zack: voce, chitarra
Bolzo: chitarra
Tony: basso
Larry: voce, batteria


CONTATTI: 
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LABEL : Monster Zero Records
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