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10 mar 2015

GPL: Nuovo teaser per "Anatomy of a sailing ship"

I GPL, punk rock da Vigevano, hanno appena rilasciato un teaser riguardante il nuovo album, "Anatomy of a sailing ship", che uscirà questa primavera.  



Qui il teaser: https://www.youtube.com/watch?v=fpoMLNdxkcE  

Potete trovare tutto ciò che riguarda la band vigevanese qui:
FACEBOOK: https://www.facebook.com/GPLHC  
BANDCAMP: http://gplhc.bandcamp.com  

Per quanto ci riguarda, solo onesto e incondizionato supporto.

22 gen 2015

The Apers - 2014 - Confetti on the Floor

 Difficile essere obiettivi recensendo un disco degli Apers. Sarà per la grande amicizia con Kevin e gli altri, sarà per l'affetto che in generale provo per questa band da diversi anni e per il mio debole naturale per le band olandesi. Si sono fatti attendere per un nuovo disco (You're only as strong as the table you dance on è datato 2009) e sicuramente il risultato è buono anche se, a fine ascolto, la sensazione è quella di aver apprezzato di più gli album precedenti, in particolare Reanimate my heart che per quanto mi riguarda rimane uno dei top album punk rock degli ultimi anni. Lo stile Apers è inconfondibile, pezzi a ritmi non velocissimi, linee melodiche molto belle e testi che rasentano il puro genio. Si parte con Global Holocaust, anthem misantropo dal titolo abbastanza inequivocabile, si accelera con To the bar for cocktails e si continua con Jamie Oliver, già proposta durante il tour estivo e sicuramente uno dei pezzi più riusciti del disco, con un testo assurdo dedicato al famoso cuoco inglese.
Andando avanti troviamo Early dementia, altro bel pezzo, e soprattutto Always hate work, che condensa tutto l'odio di Kevin per il mondo del lavoro in generale.
I pezzi continuano a mantenersi su un buon livello, prediligendo ironia e presa per il culo anche se un po' fuori tempo (Dear Ben) fino ad arrivare alla conclusiva e malinconica Confetti on the floor, triste riflessione sul tempo che passa inesorabilmente.
Particolarità: due cover, Break stuff dei Priceduifkes e Eve of destruction di Barry McGuire e due pezzi dove Kevin dà prova del suo italiano: Totally barzotto for you e Mozzarella no more, pezzo del quale posso vantarmi di essere stato presente alla sua primissima stesura, alla piscina comunale di Giussano, che parla degli olandesi alle prese del sole di luglio 2009 (quando in Italia c'era il sole d'estate).
Nel complesso, un bel disco. Non rientra tra i miei preferiti degli Apers ma dimostra come, anche dopo quasi vent'anni, il successo internazionale della band sia più che giustificato e meritato.

TRACKLIST
01 - Global Holocaust 
02 - To The Bar For Cocktails 
03 - Jamie Oliver 
04 - Early Dementia 
05 - Break Stuff 
06 - Stop It Now 
07 - Always Hate Work 
08 - Mozzerella No More 
09 - Totally Barzotto For You 
10 - Moonlight Kisses 
11 - Dear Ben
12 - Eve Of Destruction
13 - Confetti On The Floor


BAND
Kevin Aper - Vocals, Bass 
Ivo Backbreaker - Drums 
Max Power - Guitar 
Mikey Bat Bite - Guitar 

08 nov 2012

Devil Dogs - 03.11.2012 - Live @ El Sol (Madrid)

Insieme con mezzo New Jersey e lo stato di New York, l'uragano Sandy è stato capace di spazzare via anche i miei sogni di visitare la città natale dei Fast Four. Il piano B sulla carta era senza dubbio meno attrattivo, ma tutto sommato rifare un bel giretto per il centro-nord della Spagna non mi è dispiaciuto affatto.
E così, tra una passeggiata e l'altra lungo la Gran Via di Madrid mi è capitato di scorgere uno "strano" manifesto: DEVIL DOGS - g Live @ El Sol.
Ho subito pensato a un gruppo qualsiasi spagnolo che suonava nel classico pubbetto universitario e dico: "Sai, uno dei miei gruppi preferiti si chiama così, peccato che non suonino più, li adoro".
Incuriosita dal fatto che il "gruppetto" in questione suonasse in uno dei club più importanti di Madrid, verifica al volo su internet e mi comunica che è un gruppo newyorkese che si è riunito di recente in formazione originale, meno il cantante: a quanto pare gli screzi tra Steve B. e Andy G. sono rimasti insanabili.
La formazione è quindi composta da: Steve Baise al basso/voce, Mike Mariconda (storico produttore del garage-punk) alla chitarra/cori e Joe Vincent alle pelli/cori.
Come un idiota, mi si stampa un sorriso sul volto e modificato l'itinerario di viaggio pianifichiamo un rientro anticipato a Madrid per poter assistere al concerto.
Superato lo shock per i 23 € del prezzo d'ingresso, entriamo nel club verso le 23:00: il locale è inspiegabilmente semi-vuoto, ma non appena il terzetto sale sul palco spuntano come le blatte i rockers iberici: la sala conta circa 100/120 presenze tra giovanotti e vecchie leve, probabilmente il prezzo decisamente elevato, soprattutto per gli standard spagnoli in questo periodo di forte crisi, ha frenato i meno entusiasti di questo tour/reunion.
L'inizio è subito una bomba: Stuck in 3rd Gear, Go On Girl, Don't Do It, Dance With You.
Sinceramente per qualche secondo mi è passato per la mente di poter assistere a un concerto tipo ultimi-Misfits ma per fortuna mi sono sbagliato; ok che sostituire Andy G, soprattutto alla voce, non è facilissimo ma Crazy Steve fa il suo dovere egregiamente.
Tra l'altro credo sia uno dei migliori bassisti-cantanti che abbia visto dal vivo: preciso, pulitissimo e molto tecnico.
Spaziando per tutta la discografia del gruppoi newyorkesi eseguono quasi tutte le hits e tra una chicca e l'altra eseguono Baby I'm A King, I Don't Believe You, Once Around The Block, Pussywhipped, 6th Ave Local, Chinatown.
A metà concerto, hanno eseguito un presunto inedito, una semi-ballad intitolata Can't Say No: a quanto pare qualcosa bolle in pentola, magari spunterà un nuovo 7''?
Dopo un'oretta di concerto con pochissime pause intervallate da qualche battuta di Steve e Joe c'è la prima pausa.
Dopo circa due minuti con il pubblico che inizia a richiamare i beniamini, i Devil Dogs si ripresentano sul palco ed eseguono altre 3 canzoni tra cui Long Gone a grandissima velocità.
Salutano e vanno nel backstage, mi fiondo quindi sul palco, e anticipando alla Materazzi uno spagnolo ubriaco marcio mi intasco - meritatamente per lo scatto - la setlist.
Ma quando tutto sembra finito dopo 5 minuti, inaspettatamente risalgono ancora sul palco.
Dopo qualche minuto passato per far funzionare l'amplificatore del basso apparentemente morto, i DD riprendono a suonare tre pezzi fuori scaletta, inclusa la cover di Burnin Love di Elvis.
Ho chiesto insistentemente anche la cover di Backstage, ma non sono stato preso in considerazione. Peccato.
Avrei voluto sentire anche So Young, ma va benissimo così, alla fine è stato una graditissima sorpresa potere vedere dal vivo una delle mie band preferite e mi ritengo ipersoddisfatto.
Unico neo della serata il banchetto: non c'era nemmeno un disco dei Devil Dogs, c'era qualche cd dei Los Chicos ( uno dei gruppi di Mariconda), ma niente che potesse interessarmi realmente.
Acquisto quindi la maglietta del tour, stacco un flyer della serata e mi dirigo verso l'uscita ampiamente soddisfatto.
Spero di rivederli presto da queste parti, magari se uscirà nuovo materiale ci sarà la possibilità di un nuovo tour che tocchi anche il Belpaese, nel frattempo incrociamo le dita ed esultiamo per il ritorno sui palchi della migliore garage-punk band di tutti i tempi!









PS: sul mio canale youtube, sto caricando qualche video della serata. Nel frattempo beccatevi questo:


27 ott 2012

The Ponches - 2012 - The Long Goodbye



In occasione del centesimo concerto dei Tough del 21 Settembre, obbligatoriamente ci si è organizzati con una bella macchinata direzione Piacenza vista l'occasione proprio ghiotta: si festeggiano i Tough, ma suonano anche i Ponches.
Ho ascoltato qualche pezzo su youtube e letto diverse recensioni fidate con verdetto pressocchè unanime sia per lo split con Johnny Terrien and the Bad Lieutenants (ne parlerò più avanti) che per "The Long Goodbye": ci sono quindi tutti i presupposti per fare spesa al banchetto dei Ponches.

Mettici pure che si parla un gran bene di questi ragazzi e la curiosità raggiunge livelli stellari, mea culpa non averli mai visti dal vivo prima perchè oltre a suonare veramente bene, hanno dei pezzi strepitosi e questo bel CD ne è proprio la prova!
La grafica del cd - realizzata da Tony Kelvin, bassista della band - è semplice ma ben curata nei dettagli e oltre a una simpatica personalizzazione del logo della Monster Zero versione astronauta, c'è tutto quello che ci deve essere in un libretto: testi (Dee Dee benedica ogni band che li mette!), crediti, ringraziamenti, e anche una foto del gruppo.

I 4 torinesi, sotto l'ala prottetrice di Andrea Manges (ospite in due canzoni), sparano 12 pezzi in 20 minuti  davvero eccellenti: il sound della band è palesemente influenzato dai Manges, una delle mie band preferite in assoluto ma, attenzione, qui non stiamo parlando di un banale scimmiottamento; assimilata la lezione spezzina i ragazzi esprimono la propria creatività sviluppando un proprio sound con risultati davvero notevoli. Permettetemi il termine, ecco a voi il primo caso perfettamente riuscito di mangescore!
I brani, tutti decisamente veloci, si susseguono con ritornelli super-catchy e "poppettosi" e dopo 2-3 ascolti non mi è affatto venuto difficile canticchiare qualche canzone come "Easy Come Easy Go", "Star Wars Inside Me" (la sola citazione di Star Wars mi fa perdere obiettività), "It's all up to you" e "Korean Ship On The Horizon" che a mio avviso sono tra i pezzi migliori.
Curiosa e ben riuscita anche la cover You Ain't Seen Nothing Yet  : dimezzata la durata e forgiata su una struttura essenziale (quel balbettìo è troppo fico!) il pezzo ha assunto la caratteristiche di un vero e proprio brano punk-rock; per come la vedo io, se è necessario mettere una cover in un album, molto meglio una interpretazione come hanno fatto loro, anziché il solito brano dei Ramones che tanto sarà sempre imparagonabile con l'originale.
E chi se ne frega se la pronuncia a volte non è impeccabile, questo è un disco che bisogna a tutti i costi avere, c'è poco da aggiungere.
Accattativillo che difficilmente resterete delusi!

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TRACKLIST
01 - The 13th Round
02 - Easy Come Easy Go (feat. Andrea Manges)
03 - Casablanca Cafè
04 - It's All Up To You
05 - Ferriera Beach
06 - Korean Ships On The Horizon (feat. Andrea Manges)
07 - Star Wars Inside Me
08 - You Ain't Seen Nothing Yet (Bachman–Turner Overdrive)
09 - The Girl On The Telephone
10 - Not Fine
11 - Sleeping
12 - The Long Goodbye


LINE-UP

Zack: voce, chitarra
Bolzo: chitarra
Tony: basso
Larry: voce, batteria


CONTATTI: 
Facebook  - Sito WebE-mail


LABEL : Monster Zero Records
Facebook - Sito Web - E-mail

17 ott 2012

Dee Dee Ramone - 2000 - Greatest & Latest


Ok. Come si può iniziare una recensione con l'obiettivo dell'imparzialità quando in realtà si parlerà del proprio musicista preferito in assoluto?
A dire il vero, i greatest hits, li ho sempre considerati un pò inutili; possono servire come mezzo per farsi una conoscenza-lampo di una band ma per il resto sono commercialate per spillare soldini.
Ma alla fine stiamo parlando di Sua Maestà, quindi l'obiettività e i preconcetti possono andare a farsi fottere tranquillamente: Dee Dee è sempre Dee Dee, tutto il resto non conta, quindi carico  il disco sul carello virtuale e acquisto.
Attendo con ansia l'arrivo del pacchettino da Amazon (prezzo ridicolo!) e inizia la fase maniacale pre-ascolto: SFOGLIARE IL LIBRETTO! In realtà c'è poco da sfogliare: ci sono solo tre pagine!
Ok, la Eagle Records si definisce una label indipendente (WTF!), ma CAZZO! Si tratta di una raccolta, volete spendere qualche soldino in più, mettere qualche foto in più e far scrivere una dedica, un pensiero, due cazzate a Dee Dee per tutti i fan? Sfogo a parte, interessante è senza dubbio la line-up: Dee Dee oltre che alla voce, si dedica alla chitarra; la moglie Barbara Zampini (se sei sposata con un Ramone non vuol dire che puoi chiamarti anche tu Ramone!) al basso e alla voce ( non mi fa impazzire ); Chris Spedding alla chitarra, produttore e co-autore del mixaggio con Josh Achziger; chiude la formazione Chase Manhattan alla batteria.
Sul disco c'è poco da dire: ci sono praticamente i pezzi più popolari dei Ramones, 3 cover, la re-incisione di Fix Yourself Up (già presente in Zonked!)  più un solo inedito, Sidewalk Surfin' che nella versione del disco che ho acquistato è presente anche in strumentale.
Trovo strepitosa Motorbiking, canzone che portò al "successo" anni prima lo stesso Spedding: mettetevi il chiodo, occhialazzi da sole super tamarri, salite su un Harley Davidson e partite a razzo lungo la polverosa Route 66 (in realtà sei sulla Paullese, scemo.): Dee Dee vi farà compagnia alla grande!
E' un disco che ascolto sempre con piacere: non aggiunge, certo, niente di nuovo alla strepitosa carriera di quel genio di Douglas Colvin, ma se anche voi avete un brivido solo a sentirgli dire one-two-three-four, sentrirete l'obbligo morale di acquistarlo e porlo magari di lato ai dischi solisti del fratellino Joey (spero di acquistare ...Ya Know quanto prima).
Consigliato ai feticisti.


» ENGLISH VERSION «


TRACKLIST
    01 - Blitzkrieg Bop
    02 - Time Bomb
    03 - Sheena Is a Punk Rocker
    04 - Motorbikin` (Chris Spedding)
    05 - I Wanna Be Sedated
    06 - Cretin Hop
    07 - Teenage Lobotomy
    08 - Gimme Gimme Shock Treatment
    09 - Shakin' All Over (Johnny Kidd)
    10 - Come On Now
    11 - Cathy’s Clown (Everly Brothers)
    12 - Pinhead
    13 - Rockaway Beach
    14 - Fix Yourself Up (Dee Dee Ramone)
    15 - Sidewalk Surfin’ (Dee Dee Ramone - Barbara Ramone)
    16 - Beat On the Brat
    17 - Sidewalk Surfin' (versione strumentale, bonus track in alcune importazioni straniere) 
LINE-UP
    Dee Dee Ramone - voce e chitarra
    Barbara Ramone - voce e basso
    Chase Manhattan - batteria
    Chris Spedding - chitarra
LABEL : EAGLE RECORDS