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09 lug 2014

Biffers - 2014 - Whoa!


Uscito ormai da circa un anno per Inconsapevole Records, ecco a voi "Whoa!", ultima fatica dei Biffers, trio livornese coi controcazzi. Abbiamo avuto il piacere di ospitarli come IBR ad una IBR Night e siamo rimasti ben impressionati da quello che i ragazzi hanno da dire.
Il disco conta 10 tracce di ottimo punk rock, suonato e soprattutto cantato davvero bene. La cosa che colpisce di più, infatti, è la voce di Darione e il grande studio fatto su cori e armonizzazioni, davvero sopra la media rispetto a quello che normalmente sentiamo...come King Mob disse a suo tempo, "con l'autotune pigiato nel culo". A livello di suoni, il primo nome che mi viene in mente sono i primi Green Day o ancora di più i Pinhead Gunpowder: sentitevi My Records o High School Dropout e capirete cosa intendo.
Singolone, giustamente scelto dai ragazzi per il video, è Bubblegum: si rallenta un po', gran pezzo strappamutanda e bel ritornello. 
Pezzo migliore del disco, per quanto può contare la mia opinione, è Falling Down. A parte la prova vocale, il pezzo è strutturato in maniera particolare ed originale, con un gran bel ritornello.
Unica pecca, l'acustica The Trick, che spezza in due di netto il disco e che ho fatto un po' fatica a digerire. Per il resto, gran prova. I ragazzi si stan facendo un gran culo a suonare in giro per Italia ed Europa e meritano tutte le attenzioni. 
L'ultima volta che sono passati per Milano, mi hanno pure lavato i piatti. E hanno fraternizzato con la mia bobble-head di Ratzinger come nessuno aveva fatto finora. Normale come l'affetto per Dario, Tommy e Pasquale sia ai suoi massimi. Complimenti ragazzi!


29 dic 2013

I BUY RECORDS - The Best of 2013 - FREE COMPILATION

 


Coming from two separate continents, and being told in two different languages, somehow we have made it through a complete year of great times together and with you all at I Buy Records
At well over 25,000 hits in this first year, we are beyond flattered to have gotten the support all of you have been cool enough to give!! In being truly grateful for this and to mark the occasion, we've decided to release a free digital download comp, featuring a song we chose from each of the 2013 releases we covered, with the tracklist running in order of them being reviewed as a special thank you to everyone (Shit Out Of Luck was a reissue but it counts cause we say so!). Plain and simple, these are the bands we collectively and individually believed in most. A BIG thank you to the amazing Riccardo Bucchioni for lending his talents in designing the art and then an even BIGGER thank you to each of the wonderful bands who agreed to be a part of this. 
Quite simply, we have nothing to write about if you are not there!! Not much more to say here. We already have written reviews so the only thing left to do is turn up that dial, listen, and stay tuned for more rock n' roll in 2014!!

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10 lug 2013

Killtime - 2013 - Planet Of The Apers


A brevissima distanza dalla pubblicazione del 7'' In 3D! ho finalmente la possibilità di ascoltare il nuovo full length dei Killtime, veterani della scena punk rock italiana.
Registrato e prodotto da Mirko Ravaglia al Panic! Studio di Roma, Planet Of The Apers vede la luce per mezzo di ben tre distinte etichette: Bad Bad Brain Inc per l'Europa, Dumb Records per il Giappone ( sempre più attenta alle realtà italiane)  e Sexy Baby Records per gli Stati Uniti. Artwork e layout curati dall'onnipresente Riccardo Bucchioni.
Terminate l'introduzioni di rito, parliamo un po' delle canzoni. Il disco si apre con un pezzo strumentale surfeggiante "alla Queers",  Alpha Male Monkey Attacks Men (per intenderci ricorda un po' Rollerdog/Wipeout/Squid Omelet) che fa da introduzione a Planet Of The Apers, che abbiamo avuto modo di apprezzare già su In 3D!.
Segue quindi un pezzo super tirato Talkin' Talkin' Talkin' (...a quanto pare c'è un King Kong da tastiera anche a Roma!)  e quindi un brano-dedica al mitico Joe Queer.
Tutto fa presagire ad un disco non molto distante dalle sonorità tipiche dei Killtime che abbiamo sempre apprezzato, ma ecco il pezzo che non ti aspetti e che cambia le carte in tavola: Be True To Me con le sue chitarre decisamente powerpop-sixties fa da apri-pista a sonorità che prepotentemente si ripresenteranno anche in Happy Summer, Over And Over Again e la fantastica traccia conclusiva You'll Stop The Rain.
La virata powerpop è intervallata da suoni più moderni come Take A Look Around And Smile vicina al sound degli ultimi Green Day e Bomb this Place, pezzo zozzo e cattivo, giusto per far capire che certi amori (Queers) non si dimenticano MAI.
Complessivamente questo disco è una piacevole sorpresa. Devo ammettere che non è stato facile assimilarlo perchè ho sempre apprezzato il lato "Queers/Weaseliano" dei Killtime ma dal secondo-terzo ascolto in poi ho senza dubbio rivalutato il disco, e posso affermare che i pezzi "della svolta" sono quelli che mi sono piaciuti maggiormente. Magari ai puristi del punk rock potrà anche non piacere ma una cosa è certa: non è un album che annoia e sicuramente non terminerà nel dimenticatoio. Consiglio senza alcun dubbio l'acquisto del disco.

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Band:
Stevo - Vocals and guitar
Tommy - Bass and backing vocals
Marco - Drums and tambourine

Tracklist:
01 - Alpha Male Monkey Attacks Men
02 - Planet Of The Apers
03 - Talkin' Talkin' Talkin'
04 - Killtime
05 - Joe Queer
06 - Be True To Me
07 - Take A Look Around And Smile
08 - Cool Party
09 - Happy Summer
10 - Bomb This Place
11 - Over And Over Again
12 - You'll Stop The Rain

20 mag 2013

Killtime - 2013 - In 3D!


Nuova uscita discografica per i Killtime. Come succosa anteprima del nuovo disco Planet of The Apers prossimo all'uscita, i romanacci sfornano un nerdissimo 7'' dall'artwork in 3D, opera del nostro amico Riccardo Bucchioni, in edizione stra-limitata, solo 200 copie numerate a mano con tanto di occhialini per il 3D inclusi nel package.
Registrato al Panic! Studio di Roma, coprodotto dall'italiana Bad Bad Brain e l'americana Sexy Baby Records, In 3D! è composto da 3 pezzi, uno solo nel lato B. Che i Killtime amino i Queers e gli Screeching Weasel (come biasimarli?) non è affatto un mistero, Planet Of The Apers (estratto dal futuro album) e Radical Change (inedito) non fanno altro che confermarlo. Ho notato però un approccio sensibilmente più pop/melodico rispetto ai precedenti lavori e la scelta di coverizzare That Thing You Do, tratta dalla colonna sonora di Music Graffiti, non è affatto casuale. Avrò sentito 20 milioni di volte la versione dei Travoltas - la mia preferita - e interpretarla in maniera altrettanto bella era una prova rischiosa ma che hanno superato alla grande. Bravi.
Adesso sotto con il full length!
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Tracklist
A1 - Planet Of The Apers
A2 - That Thing You Do (The Wonders cover)
B1 - Radical Change

Band
Stevo: guitar, lead vocals
Tommy: bass, backing vocals
Marco: drums, backing vocals

07 mag 2013

Interview with Riccardo Bucchioni

Periodo di interviste. Anche questa volta il nostro ospite viene da Las*Pezia. Ma questa volta non è un musicista, ma è un nerd, un vero nerd. Amante dei fumetti, collezionista e autore di toys, autore dei poster e delle copertine di dischi più fighe uscite negli ultimi anni, un punk rocker. 
Signore e signori ecco Riccardo Bucchioni, one of us.

[ANDREA] - Facciamo finta di non sapere chi sei e cosa fai. Chi è Riccardo Bucchioni? Per favore, sfatiamo il mito che in Italia non si può vivere di sola arte!
[RICCARDO] - Innanzitutto ciao a tutti!
Sono un povero nerd (ma quelli anni ’80 eh, no quelli finti odierni che si mettono le magliette “da sfigati” finte perché fa figo) cresciuto con il sogno di fare il fumettaro, tra un film e l’altro tra un fumetto e l’altro e sempre spinto dalla curiosità di imparare/conoscere/sperimentare cose nuove.
Alla fine il fumettaro non sono riuscito a farlo, ma ho trovato altre valvole di sfogo per la mia insanità mentale. Purtroppo non sfato il mito che in Italia non si possa vivere di sola “arte”. Poi io non faccio arte, faccio delle cose e basta. E in Italia non si può vivere di sole cose.
Al “lavoro artistico” se così vogliamo chiamarlo, affianco pure quello di barista, con alti e bassi da un bel po’ di anni ormai. Sempre di notte. Morirò come Bela Lugosi, ma invece che convinto di essere un vampiro, convinto di essere uno che faceva delle cose.
[A] - Leggendo la tua biografia ho letto che hai frequentato una scuola per fumettisti; quanto questa esperienza ti ha formato come artista?
[R] - Sì ho frequentato una scuola di fumetto subito dopo aver terminato il servizio civile, durava tre anni ma era una scuola di fumetto un po' “sui generis” , con sì la promessa di poter un domani entrare nel mondo del fumetto, ma che per dire non rilasciava nessun attestato o cose così, lontanissima dalle scuole professionali che puoi trovare a Milano o Firenze per dire, ma  a parte che era l’unica che potessi permettermi all’epoca, mi aveva fatto una buona impressione al primo colloquio.
C’era molta componente DIY, cioè si ti instradavano, ti insegnavano robe, ma di base dovevi fare un sacco di ricerche per conto tuo e tanto, tanto allenamento.
A livello artistico sicuramente mi ha insegnato molto per quanto riguarda il “bilanciare” un’immagine, “posare” le figure e anche un po’ di tecnica matita/china che non guasta mai.
Sicuramente a livello tecnico mi ha dato una mano, anche se mi criticavano sempre per i difetti che poi ho proseguito ad usare negli anni, le teste grosse, le deformazioni anatomiche etc.
Finita la scuola e non avendo possibilità lavorative in quel campo, mi sono preso un anno in cui ho lavorato su un book di illustrazioni “pittoriche” di supereroi e l’ho presentato a Lucca Comics all’art director di Marvel Italia. Mi bocciò l’80% delle robe e da lì decisi di disegnare solo cose più personali e non voler più provare a lavorare nel fumetto. Alla fine forse è stato meglio così.

[A] - Come nascono i tuoi lavori? Lavori seguendo l'ispirazione o solo su commissione?
[R] - Se devo fare un lavoro su commissione, per una band, un locale, o comunque non un progetto personale, chiedo sempre delle direttive su cui lavorare, un’idea, una traccia da seguire o anche solo che colori vorrebbero che usassi e cose così, diciamo qualunque cosa che possa aiutarmi a fare felice il committente alla fine del lavoro. Spesso mi dicono “vogliamo questa cosa ma falla come vuoi tu” che alla fine è un po’ più divertente perché puoi sviluppare idee più personali anche su un progetto per altri. Per quanto riguarda i lavori più personali, di solito tutto nasce un po’ per caso, mi vengono queste idee nei momenti e nelle situazioni più disparate e mi metto a lavorarci su cercando di fare più o meno quello che ho in mente. Alla fine il risultato è sempre molto distante da come mi era balzato in mente all’inizio perché durante lo sviluppo mi vengono in mente mille altre cose e quindi modifico in continuo. Appena finito già non mi piace più e penso già a quello che verrà dopo.

[A] - Atom Plastic e Art Toys. Come è nata la collaborazione? Sei soddisfatto di come stanno andando le cose? Novità all'orizzonte?
[R] - Conoscevo Atom Plastic già da qualche anno, da quando mi sono avvicinato al mondo degli art toys, da collezionista e customizzatore ero e sono un loro “cliente”. Poi l’anno scorso ho avuto la fortuna di vedere alcuni miei design prodotti e distribuiti da un nuovo brand che stava per lanciarsi nel mondo degli art toys, l’ inglese Dudebox.
E’ stato un progetto lungo, ci ho lavorato per mesi e mesi, ma poi la soddisfazione di quando ti arriva la scatola con il tuo nome sopra, il tuo design, andare al “launch party” a Londra e vedere la gente che si compra il “tuo” toy ti ripaga di tutto, anche di un’estate chiuso in casa a disegnare.
Atom Plastic è il distributore italiano di Dudebox e quando ha saputo di questa mia collaborazione con loro, sono stato contattato da Piero, la mente di Atom Plastic, per arruolarmi con loro alle varie convention per presentare i toys e disegnare o dipingere dal vivo.
Ci siamo trovati subito in sintonia e poi mi hanno realizzato il sogno di passare “dall’altra parte" a mostre tipo Lucca Comics che ho sempre frequentato come fan/nerd/collezionista, e sono stato loro ospite anche al Treviso Comic Book Festival che è una manifestazione superfiga e con un sacco di gente in gamba, dove ho avuto anche la fortuna e l’onore di dipingere con Rufus Dayglo ( per chi non lo conoscesse Rufus è un disegnatore inglese che viene dal punk, amico di Dee Dee Ramone e dei Clash a cui ho ovviamente fatto mille domande su Dee Dee e abbiamo parlato un po’ anche del punk rock in generale.)
Sì, dai sono abbastanza soddisfatto, diciamo nel 2012 qualche soddisfazione sono riuscito a togliermela anche se di base io non riesco mai a dire che va tutto bene, cioè rivedo le cose e le rifarei sempre in modo diverso, perché guardo agli artisti che mi piacciono e penso che devo ancora imparare un sacco. Intanto spero che le mie cose piacciano e che possa continuare a lavorare su cose del genere, poi si vedrà.
Nella sezione “novità” ti metto che credo farò, spero, qualche nuovo custom toy e poi ho in progetto, con un amico che mi aiuterà per la parte tecnica, di provare a fare dei toys autoprodotti,fatti in casa, in tirature limitate, dovremmo iniziare a breve quindi poi arriveranno aggiornamenti. forse.

[A] - Non sono un grandissimo intenditore d'arte, ma al momento si sente parlare tantissimo di Diego Koi, giovanissimo artista italiano che con il suo iperrealismo ha attirato l'attenzione dei mass-media un po' di tutto il mondo. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi e magari facci anche una critica da "esperto" per gli ignorantoni come me.
[R] - Che dire di Diego Koi che non sia già stato detto?
E' un fenomeno in quello che fa. Esponente di questa "nuova ondata" di disegnatori/pittori iperrealistici, ne ho visti un po' su vari siti di riviste d'arte e sono molto contento che un italiano sia nei maggiori esponenti di questo stile, un po' di "nazionalismo artistico" ogni tanto va bene.
Credo che sì, sia nato già dotato di un talento estremo per il disegno, ma la precisione e il dettaglio fanno capire che ha fatto molto studio sulle luci,sulle ombre e sull'uso della matita, che comunque è di base un media abbastanza "ostile", tipo io personalmente calco tantissimo sul foglio e non riuscirei mai  ad usarla in quel modo. Penso che il suo successo sia più che meritato, quindi un in bocca al lupo per tutto a Diego e sarei curioso di vederlo fare delle cose tipo con le matite colorate ma sempre iperrealiste.

[A] -
Daniel Johnston (mio idolo assoluto), Kepi Ghoulie e Manuel Manges: sono i primi 3 musicisti che mi vengono in mente che si dedicano anche all'arte. Il filo conduttore è la semplicità delle loro opere, viene quasi da pensare che chiunque possa fare "quei disegni". Eppure se ci provo io, il risultato è penoso. Cosa ne pensi?
[R] - Allora innanzitutto ammetto la mia ignoranza in quanto Daniel me lo sono dovuto cercare su internet. Manuel e Kepi sono amici di vecchia data e li conosco un pochino meglio in compenso.
Alla base della bellezza dei loro lavori credo ci sia la "purezza" dello stile che hanno.
Non è una cosa "studiata" a tavolino o "pensata per piacere", cosa che purtroppo molti artisti fanno e non solo nel campo del disegno. E' una cosa che viene da sè, di getto, una cosa che fai perchè ti piace farlo, ti diverte e la faresti a prescindere dal fatto che a qualcuno piaccia o no. Credo che il segreto sia lì, nell'avere quello stile dentro, di avere uno stile che alla fine sei tu.
E' una cosa che viene dal cuore, Manuel ama i Ramones e dipinge i Ramones, Kepi ama i mostri e dipinge i mostri, e così via. Puoi studiare quanto vuoi, ma quella "purezza" o ce l'hai o non ce l'hai.
Loro hanno la fortuna di averla.
In particolare sono molto contento per il successo che ha avuto Manuel quest'anno con le sue tele, erano anni che in tanti gli chiedevamo di esporre i suoi disegni perchè erano bellissimi e mi fa piacere che il riscontro che ha ottenuto sia stato così positivo.
[A] - Non parliamo di scena, altrimenti ci intristiamo, però sarebbe bello parlare un po' della tua città. Per moltissimi punk-rockers stranieri Punk Rock + Italia = Las*Pezia. Come avete fatto a costruire un "nome" in tutti questi anni? I bei tempi oramai sono andati ma Manges, Peawees e La Skaletta, resistono più che bene. Come mai, secondo te?
[R] - No dai non ci intristiamo! Guarda credo che per noi in primis sia strano, pensando alla città in sè, che per chi la abita è nota per "tarpare le ali" , di avere creato dal nulla tante cose fighe.
Anzi direi che Hanno creato, io piu' di andare ai concerti e fare qualche flyer dei concerti non facevo. La Skaletta, che frequento tuttora, da quando ha aperto in città ha portato una ventata di novità, locale vicino al centro che faceva ogni settimana musica dal vivo, ed era una cosa non così diffusa qui da noi ai tempi, ambiente amichevole, e di cui ti sentivi parte anche solo andando a berti la birretta la sera. Con il "boom" della cultura punk rock a metà anni 90 è subito diventato un locale di riferimento per il "movimento" anche perchè credo uno dei primi posti se non il primo a dare spazio al punk rock suonato e ascoltato con concerti e dj set. Di contorno si era creato un buon giro "punk rock" anche cittadino, quindi quando un gruppo veniva a suonare si trovava un bel gruppo di gente a vederli e a divertirsi. Molta di quella gente credo non ascolti nemmeno più punk rock ad oggi, pero' era bello vedere i concerti super pieni e in tanti comprare ai vari banchetti delle distro.
Last but not least tutto il discorso "locals" e "Las*Pezia Punk Rock" aggiungeva fascino ad un posto che era, ed è ancora oggi, un punto di riferimento per chi ama un certo tipo di musica.
Manges e Peawees parliamo di fratelli e grandi bands. Credo tutto quello che hanno fatto finora e le soddisfazioni che si sono tolti se le siano meritate tutte. Penso siano due gruppi molto amati dalla gente per motivi diversi ma in parte simili.
I Manges (dove suonava anche Hervè Peawee, ma questo credo lo sappia anche mia madre) sono stati tra i primi gruppi a proporre un punk ramonesiano (qui a la spezia credo i primi in assoluto)
in anni in cui la "gente" seguiva sicuramente più altri generi tipo il metal ed erano quasi tutti fissati con le menate tecniche, e negli anni si sono costruiti un loro "universo" fatto di scimmie, soldati, citazioni di film culto e topolino, sempre con coerenza e grandissima attitudine. Penso la loro forza sia sempre stata nel cambiare non cambiando.
I Peawees invece stanno ai Clash come i Manges stanno ai Ramones. Ogni loro disco "esplora" sonorità sempre un po' diverse, più "sperimentali" rispetto al classico punk rock "tre accordi" e penso che questa sia stata la loro forza: di arrivare a carpire l'attenzione anche di chi abitualmente non mastica quotidianamente il punk'n'roll.
Per tutti e tre comunque, Skaletta, Manges e Peawees credo abbia influito il fatto di fare le cose credendoci e di farle con il cuore. Questo alla fine le persone lo "sentono".

[A] - Nella tua biografia hai scritto che da quando hai scoperto il punk rock si è aperto un nuovo mondo per te. Hai goduto in pieno degli anni '90, e sei tuttora vicino a tantissimi gruppi del periodo: hai mai suonato con qualche gruppo più o meno famoso?
[R] - No,no sempre stato negato a suonare qualunque cosa!! avevo anche provato a farmi insegnare il basso da un amico metallaro ma niente. non sono portato per niente. del resto alle lezioni di chitarra che frequentavo alle scuole medie, saltavo spesso le lezioni per andare a giocare a calcio. Pero' negli anni in cui ho lavorato con Hervè e avevamo le sale prova, ogni tanto suonavamo cover di Ray Charles e altri, lui chitarra e voce e io batteria. ma non so se conti come "suonare con qualche gruppo famoso". e comunque ero scarso pure lì.

[A] - Ben Weasel è senza dubbio, nell'ambito della musica, uno dei tuoi "clienti" più importanti. "He's an asshole"."He's a jerk". "He's Ben Weasel,he's so cool": la sintesi di Joe Queer è probabilmente perfetta, ma tu che sei a contatto con lui potrai dirci qualcosa in più. Come è lavorare con lui? Come avvengono le vostre comunicazioni? Come è nata questa collaborazione?
[R] - Per quanto mi riguarda posso solo dire che Ben "is so cool". Grande professionista con il suo lavoro e soprattutto nei confronti del mio. E' molto gratificante perchè da molto valore alle cose che faccio.
Di base ci sentiamo via email, mi manda un'idea o le date per i poster a seconda di cosa dobbiamo fare. Per quanto riguarda i posters mi lascia abbastanza carta bianca, a meno che non abbia già in mente un "tema" da utilizzare, ad esempio i primi poster del Heard You Were Dead Tour erano ispirati a 1997: Fuga da New York su sua richiesta, pero' è molto aperto a idee e suggerimenti,
sempre per il HYWD tour , il loghino del Weasel/Jolly Roger l'ho avuta io per caso, l'ho mandata e ne ha subito fatto magliette e "logo" del Tour. Abbiamo anche chattato su skype una volta ed è stato molto divertente, anche perchè Ben faceva un sacco di battute.
La collaborazione è nata un po' per caso, quando i Manges sono andati in USA per registrare Bad Juju ed avevano una data con i Riverdales. Mi hanno chiesto di fare una prova per il poster del concerto. Il poster è stato approvato e lo hanno stampato.  A Philadelphia Ben Weasel ha poi chiesto ai Manges di avere il mio contatto e sono stato "arruolato" da quello che era il manager di SW e Riverdales all'epoca e che si è licenziato dopo i fatti di Austin.
All' inizio ero in contatto con il manager, poi dal "post-Austin" sono in contatto con Ben direttamente, che è meglio perchè c'è una comunicazione più diretta e arriviamo a una soluzione più velocemente e  senza intermediari.
E' stato un po' un sogno che si  realizzava lavorare per gli SW, se pensi che mi sono tatuato il weasel quasi ventanni fa, puoi immaginare che la soddisfazione di fare le loro grafiche sia stata immensa, all' inizio ero terrorizzato, ora la vivo molto meglio sperando di lavorare ancora per loro per un bel po' di tempo.
[A] - Nonostante le smentite, i punk-rockers amano il gossip e qualche news in anteprima non ci dispiace affatto! Hai qualche chicca da darci? Nuove collaborazioni importanti all'orizzonte? Con l'occasione ti salutiamo e ti ringraziamo per la disponibilità, continua così!!! Gabba Gabba!
[R] - Qualcosina bolle in pentola, a parte le collaborazioni con gruppi italiani e non, è da poco uscita la
ristampa di How To Make Enemies and Irritate People, degli Screeching Weasel con veste grafica rinnovata per l'occasione (anche se io sono affezionato a quella "classica") e ho avuto l'onore di curarla io, sto anche facendo alcuni nuovi posters sempre per gli Sw e le loro date.
Sto iniziando a gettare le basi per il nuovo album di Vapid con i suoi Cheats (ma è ancora in stand by) e da qualche giorno ho chiuso una inaspettata collaborazione con gli States, hanno scelto un mio vecchio design, che ho rielaborato per l'occasione, per fare le magliette promozionali del reality USA Ghost Hunters, che si basa su fantasmi , case infestate ed affini. Poi quando ho tempo continuo con i miei progetti personali per siti di magliette "a concorso" e affini.
Ah mi sono anche fatto tatuare un ritratto di Bela Lugosi nel frattempo.
grazie mille a voi per lo spazio e la pazienza!
in bocca al lupo per tutto.
Gabba Gabba!
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26 dic 2012

The Manges/The Apers - 2012 - The Manges Play the Apers, The Apers Play The Manges



Per promuovere il recente tour che ha visto The Apers e The Manges "conquistare" il Giappone, il meglio del meglio del punk-rock europeo, consolida l'unione con uno split in edizione limitata curato dalla label nipponica DUMB Records, organizzatrice anche del tour.
Sfruttando quindi i saldi natalizi (scemo chi non l'ha fatto!) della Monster Zero, parte quindi un super-ordine comprendente questo bel 7'', vera e propria chicca per collezionisti.
La grafica è stata curata da Mass Mosrite, bassista dei Manges; mentre il mostriciattolo in copertina è l'ennesima figata di Riccardo Bucchioni
L'idea alla base dello split, (intuibile dal titolo) è abbastanza semplice:  le band si tributano reciprocamente completando poi il proprio lato con una cover dei Ramones.
La scelta dei The Apers cade quindi su Another Day, pezzo estratto da Go Down e Tomorrow She Goes Away da Mondo Bizzarro.
Invece i The Manges optano per It's All Over You Know di Reanimate My Heart, e Go Mental tratto da Road To Ruin.
C'è poco da dire, è un dischetto ben riuscito ed entrambe le band svolgono il proprio lavoro in maniera senza dubbio egregia: si può discutere al massimo sulla scelta dei pezzi.  Sotto questo punto di vista forse pendo un po' di più per il lato dei The Apers partendo dal presupposto che ho apprezzato tantissimo le scelte di entrambe le band, decisamente di classe e nient'affatto banali.
Il disco è andato in pochissimo tempo in SOLD-OUT, quindi se non l'avete preso oramai siete praticamente fottuti. Tuttavia, per i peccatori, esiste ancora una piccola possibilità: è apparso uno speranzoso COMING SOON nello Striped Punk Rock Shop dei Manges, tenete quindi gli occhi aperti perchè con uno po' di fortuna potrete beccare qualche copia avanzata dal tour asiatico o più probabilmente una nuova stampa versione europea.


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TRACKLIST:
THE APERS Side
1. Another Day (The Manges)
2. Tomorrow She Goes Away (The Ramones)
THE MANGES Side
1. It's All Over You Know (The Apers)
2. Go Mental (The Ramones)

BANDS:
THE APERS:
Kevin Aper - Vocals, Bass
Ivo Backbreaker - Drums
Max Power - Guitar
Mikey Bat Bite - Guitar 

THE MANGES:
Mass: bass
Manuel: drums
Mayo: guitar
Andrea: guitar, vocals